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La favola della Buonanotte in scena al Teatro Campo Teatrale

La favola della Buonanotte La favola della Buonanotte
La favola della Buonanotte
La favola della Buonanotte

Dal 4 all’8 marzo 2015 al Teatro Campo Teatrale di Milano andrà in scena La Favola della Buonanotte, una pièce scritta da Tobia Rossi e ispirato a Accabadora di Michela Murgia.

La regia è l’allestimento sono opera di Marcela Serli per una produzione Exen Drama. Sul palco due donne Chiara Anicito e Matilde Facheris. Le musiche sono composte da Francesco Lori e gli oggetti di scena curati da Luigina Tusini. Assistenti alla regia Manuel Colamedici, Noemi Bresciani.

Uno spettacolo sulla morte fa paura? In un certo senso sì.

Sono partita da qui per mettere in scena questa favola. Una storia d’amore fra una “madre e una “figlia”. Un percorso di conoscenza reciproca per accettarsi, per rifiutarsi, per amarsi. Fino in fondo. Anche quando fa male.

Questa è la storia di due donne. Una bambina e una donna, che diventano una ragazza e una donna anziana, infine una donna e una vecchia. In scena vivremo il loro incontro. La donna “prende” la ragazza come figlia, la adotta, ma lei non diventerà subito sua figlia. Lo sarà proprio un attimo prima della parola “fine”. In scena un musicista che accompagna queste donne, con un basso, un’elettrica, un’acustica, un oboe, dei tuoni, dei lampi e suoni, suoni, suoni, da favola. In scena una scenografa/tecnica che sposta il loro mondo. Come in una favola.

Ecco! ho detto, mi piacerebbe lavorare sul “rivoltare il mondo”. E siccome i temi dello spettacolo sono l’amore e la morte, ho pensato che chiedere a qualcuno di far finire la tua vita (perché comunque è già finita ma nessuno ti porta via), significa rivoltare il mondo. E pensare di farlo per qualcuno è un atto rivoluzionario. Quindi è un atto d’amore. O no? Rivoltare il mondo. Cambiare il punto di vista. Questo faremo. Mi piaceva l’idea che questo racconto, nella regia dell’insieme e nella regia dell’interpretazione, spiazzasse lo spettatore. Questo sarà il tentativo. Andare dalla favola alla realtà. Dal teatro alla vita.

Ho ideato uno spazio di leggerezza e ironia, di ridicola teatralità, per ridere di queste donne, per ridere della morte, per ridere di noi. Se potessimo in un istante, o meglio nell’istante di un’ora circa, comprendere tutto dei passaggi tra la vita e la morte, delle nostre possibilità, di quanto possiamo essere noi i responsabili, gli autori reali delle nostre vite, dell’inizio e della fine, ecco, se sapessimo di essere noi i fautori… quanti miracoli potremmo o potremo compiere?

Un’ora circa di risa/pianto, vagiti e canto. Una storia devastante, alla ricerca del meraviglioso miracolo dell’inizio e della fine.

Marcela Serli

Per maggiori info clicca qui.

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