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Troppo poco LGTB+: una chiesa svedese rimuove versione omosessuale del peccato originale

Elizabeth Ohlson Wallin, Paradise Elizabeth Ohlson Wallin, Paradise
Elizabeth Ohlson Wallin, Paradise
Elizabeth Ohlson Wallin, Paradise

Mentre in Italia ci interroghiamo ancora intorno a quali diritti civili bisogna o meno concedere alle coppie omosessuali, in Svezia la discussione si muove su tutto un altro livello.

In un luminosissimo giardino dell’Eden l’albero della conoscenza si alza ad oscurare l’immenso cielo che domina lo sfondo. Si sta per consumare il peccato originale, Adamo ed Eva sono sul punto di cedere alla tentazione e cogliere la mela. Verranno cacciati dal paradiso e l’umanità iniziare il suo cammino di redenzione. Tutto in ordine, tutto rigorosamente cristiano, tutto stranamente omosessuale. Cosa? Si, omosessuale.

Nella chiesa luterana di Saint Paul a Malmoe, Svezia, il dipinto raffigurante il primo peccato ritrae i protagonisti intenti una piccola comunione gay, dove due Adamo e due Eva si scambiano tenerezze in posizioni lascive. Accanto a loro due figure sembrano vegliare sull’incontro, mentre intorno a loro la natura e gli animali trascorrono lieti il loro tempo in paradiso. La minaccia, ovviamente, proviene dall’albero: un transessuale assume le sembianze di un serpente attorcigliandosi e salendo lungo il tronco, fino a raggiungere la cima e a sovrastare la scena con fare ambiguo. L’opera, realizzata dall’artista svedese Elizabeth Ohlson Wallin e intitolata Paradise, sarà presto rimossa.

Troppo, veramente troppo per la diocesi sopportare questa visione durante la liturgia sacra. Troppo per una chiesa che dal 2009 celebra matrimoni tra coppie omosessuali:

“Il fatto che nell’opera esista un serpente – che tradizionalmente simboleggia il male – e che questo si trasformi in una transessuale potrebbe portare all’interpretazione che una transessuale sia malvagia”

 

Comunicato della diocesi

Indignazione che traccia con inquietante ampiezza la distanza che separa le polemiche nostrane da quelle svedesi, ma più in generale da quelle di tutto il nord europa. Una questione culturale ma soprattutto religiosa, dal momento che la chiesa luterana si è aperta ormai da tempo alla comunità LGTB+ e ne ha cuore diritti e sensibilità. L’opera verrà quindi rimossa perché non in linea con la nuova chiesa, ecumenica per davvero.

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