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Il Veneto nel cinema al Museo Villa Bassi Rathgeb. Alla giusta distanza, perché l’emozione può abbagliare

Le conseguenze dell'amore
Le conseguenze dell’amore

Dal film di Carlo Mazzacurati, la regola della “giusta distanza” che da il titolo alla mostra La giusta distanza. Il Veneto nel cinema. Foto di scena dal 2000 al 2020, allestita nelle sale del Museo Villa Bassi Rathgeb di Abano Terme dal 17 settembre al 7 novembre 2021. A cura di Marco Segato e Massimo Calabria Matarweh.

Le protagoniste della mostra sono le foto di scena alle quali, proprio come nel cinema, si applica la regola della “giusta distanza”. Un duplice sguardo, in sintesi, “Uno teso a cogliere, nell’atto stesso della messa in scena, la forma dell’intenzione quale si manifesterà appieno al momento della proiezione. E uno teso a fissare, a documentare le cose reali con le quali si fabbrica la finzione filmica: la macchina produttiva, il set, i corpi degli attori, i costumi, architetture e arredi”, come spiega nel suo saggio critico Antonio Costa. Il parallelismo prosegue anche con il tema della rassegna, anch’esso dalla duplice valenza: il cinema che si fa nel Veneto e dentro il territorio e i film nei quali il legame con la regione è di tipo esclusivamente territoriale, ovvero girati in Veneto ma capaci di offrire importanti spunti e di proiettare la mostra in un contesto più ampio e prestigioso, di carattere nazionale.

Tornando alla mostra, La giusta distanza. Il Veneto nel cinema. Foto di scena dal 2000 al 2020, porta il visitatore “dietro le quinte”, offrendogli lo sguardo del fotografo di scena, i cui scatti diventano testimonianza e al contempo narrazione della realizzazione filmica. Nel fissare le fasi del lavoro sul set, le sue foto di scena infatti, intercettano attimi pregnanti che condensano e restituiscono l’intensità della creazione cinematografica e, nella loro singolarità, permettono di “mettere a fuoco” gli elementi che compongono l’insieme, di suggerire le logiche delle loro interazioni. L’intero percorso è dunque guidato dallo sguardo penetrante del fotografo e dalla capacità di racconto delle sue immagini e, attraverso un itinerario in tre sezioni, indaga le forme e i modi della messa in scena del paesaggio, fisico e umano, del Veneto dal 2000 a oggi.

Pane e tulipani

Le tre sezioni, Paesaggi con figure, Orizzonti del reale e Gli album della Jole (dedicata alla storia della casa di produzione di Padova), compiono un viaggio nel tempo e nello spazio attraversando l’intera regione: da Padova e i Colli Euganei ne “La Lingua del Santo” di Carlo Mazzacurati (2000) a Venezia e alle spiagge del suo Lido in “Pane e Tulipani” di Silvia Soldini (2000); da Treviso ne “Le conseguenze dell’amore” di Paolo Sorrentino (2004) a Calmiero (Vr) ne “Primo amore” di Matteo Garrone (2004); da Asiago in “Torneranno i prati” di Ermanno Olmi (2014) alla Val Zaldana (Bl) ne “La pelle dell’orso” di Marco Segato (2016).

Un viaggio tra cinema e fotografia, popolato da registi e fotografi di scena che hanno segnato la storia del cinema italiano ma anche da autori più giovani. Uno spazio particolare è inoltre, dedicato ai registi e dai fotografi veneti il cui sguardo ha visto negli ultimi anni un avvicendarsi generazionale particolarmente dinamico. Se i nomi dei registi sono generalmente noti, le grandi firme che hanno segnato il panorama della fotografia di scena non godono della stessa fama. In mostra, per esempio, nomi quali Philippe Antonello, Chico De Luigi, Sergio Variale, Fabrizio Di Giulio, Monika Bulaj e con loro i padovani Giovanni Umicini, storico collaboratore di Carlo Mazzacurati, Massimo Calabria Matarweh e Simone Falso, entrambi attivi con Jolefilm. La giusta distanza, attraverso la ricerca costante di una prospettiva di racconto e della calibratura dello sguardo, ora più vicino, ora più lontano, disegna luoghi, storie e vicende capaci di parlare con il Veneto e del Veneto, dando vita ad un cinema che ha saputo trovare una propria voce in grado di superare i confini territoriali.

Ritratti

La Giusta DistanzaIl Veneto nel cinema. Foto di scena dal 2000 al 2020.
Museo Villa Bassi Rathgeb, Abano Terme (PD)
17 settembre – 7 novembre 2021
A cura di Marco Segato e Massimo Calabria Matarweh

 

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