20 Settembre 2026 18:05

Da Mauri a Merz: ArtVerona scalda i motori per la sua 19.ma edizione e per l’art week-end

ArtVerona 2024 – Conferenza stampa
Appuntamento a Verona per il prossimo 13 ottobre, giorno di apertura della 19.ma edizione di ArtVerona, la fiera diretta per il quinto anno da Stefano Raimondi – con Elena Forin alla vicedirezione, sotto il segno di “Italian System”.

E proprio sulla promozione di un “Sistema Italia” tutta la fiera veneta si fa stretta, sviluppandosi anche nelle altre manifestazioni (da Vinitaly a Marmomac) che appartengono al Gruppo VeronaFiera dove, ricorda il Presidente Federico Bricolo, vengono esposte le opere che fanno parte della stessa collezione della fiera, aquisite proprio ad ArtVerona.
E poco importa se le date siano le stesse di Frieze London e a ridosso di Paris+: il direttore Raimondi conferma l’intenzione di proseguire in questa direzione, anche per continuare il posizionamento della fiera “all’inizio dell’anno”, ovvero dopo la pausa estiva.

Si rinsalda anche quest’anno il rapporto con ANGAMC, l’Associazione delle Gallerie d’Arte Moderna e Contemporanea italiane, Presieduta da Giovanni Bonelli, che ricorda come – da sempre – ArtVerona abbia creato un vero e proprio rapporto di fiducia, una reale partnership tra l’ente fiera e le gallerie invitate: un rapporto che – ricorda Bonelli – non è di clientela o di “affitto spazio”, ma una vera e propria comunione di intenti per una crescita congiunta.

Una fiera che però, come ormai di consuetudine, non si fa solo con le gallerie – le cui partecipazioni verranno annunciate a luglio, ma anche con la collaborazione di altre fondazioni, con studi e archivi d’artista, nonché con gli artisti stessi.

Stefano Raimondi, direttore di ArtVerona, alla presentazione della 19.ma edizione

I tre grandi progetti di Verona 2024

Dopo la partecipazione di Paola Pivi, Stefano Arienti e Peter Halley, la nuova commissione per il grande tappeto realizzato in filo di nylon ECONYL®, sponsorizzato da Aquafil, sarà l’artista svizzero Ugo Rondinone. Il progetto, intitolato The rainbow brick road, sarà riferito alle celeberrime sculture di massi colorati di Rondinone ma stavolta in versione orizzontale, come una strada appunto di mattoni variopinti a ricordare quanto l’arcobaleno – simbolo di pace e uguaglianza, a volte sia messo in crisi dai mattoni con i quali si costruiscono muri e divisioni…[ma anche ponti, aggiungiamo noi…]

Ugo Rondinone, seven magic mountains, 2016. Foto Gianfranco Gorgoni

Per la terza edizione di “Habitat”, la sezione della fiera che indaga la relazione tra l’opera lo spazio pubblico, il grande progetto riguaranda ancora l’oggetto-tappeto: sarà infatti la più ampia disposizione di tutta la serie degli Zerbini di Fabio Mauri, realizzata dal 1995 al 2009 e diventata globalmente famosa in occasione della loro esposizione al Friedericianum di Kassel, per Documenta 13, nel 2012, ad essere esposta.
Il direttore dello Studio Mauri, Ivan Barlafante, offre una curiosa anticipazione: ad ArtVerona gli zerbini saranno disposti in maniera che il pubblico sia letteralmente obbligato a calpestarli (cosa che non successe a Kassel) come avrebbe voluto l’artista, in un attraversamento, in uno “stare in mezzo” alle questioni della materia, della storia e dell’universo.

Fabio Mauri, Zerbini. Foto Claudio Abate

In città, invece, presso le sale di Palazzo della Ragione – sotto la curatela di Raimondi con Patrizia Nuzzo, Responsabile delle Collezioni d’Arte Moderna e Contemporanea, arriveranno una serie di grandi sculture di Mario Merz in collaborazione con la Fondazione dell’artista che, chiaramente, declineranno attraverso il tema dell’abitare la pratica dell’artista torinese, colonna dell’Arte Povera e divenuto celebre per i suoi incredibili igloo in molti dei quali lo spettatore è invitato ad entrare, e per l’interpretazione armonica e visuale della scala numerica di Leonardo Fibonacci, comparando all’ordine matematico un’indagine dell’ordine della natura.

Mario Merz, Senza Titolo, 2002. Giornali, vetro neon, misure ambiente collezione Merz, Torino. Foto © Marcelo Setton, Buenos Aires Copyright © MARIO MERZ, by SIAE 2024

La fiera espansa

Ma se a Verona si prevede un weed-end dell’arte scoppiettante, dove oltre alla mostra dedicata a Mario Merz continua il progetto “Tomorrows”, a cura di Jessica Bianchera, che sostiene la ricerca artistica orientata alla sostenibilità, promossa da Unicredit e rivolta agli artisti rappresentati dalle partecipanti alla fiera, e la notte dell’arte nel quartiere di Veronetta, la fiera si espande anche dentro se stessa. Come?
Lo spiega a chiare lettere la vice direttrice, Elena Forin, nel presentare l’altissimo numero di premi che ArtVerona offre: quest’anno saranno 14, dallo storico Premio Icona al Casarini Due Torri per i giovani artisti under 40; dal premio Display per il migliore stand al Sustainable Art Prize che vuole focalizzarsi sul territorio in modalità eco.
Una possibilità – quella dei premi – che passa anche per le giurie, ovvero quelle personalità del sistema dell’arte che aiutano con la loro partecipazione al posizionamento di una manifestazione.

Tomorrows II Edizione. Ph. Nicolò Lucchi