20 Settembre 2026 06:32

Estetiche vintage. Sono tornati alla ribalta i mitici anni Ottanta

Dischi anni Ottanta - Foto di InspiredImages da Pixabay
Dischi anni Ottanta – Foto di InspiredImages da Pixabay
Dalla moda al make-up, fino alla cucina. Gli Eighties – complice anche il successo della serie Netflix “Stranger Things” – stanno plasmando tendenze e gusto degli ultimi anni, tra colori fluo che aspirano (forse) a ottenebrare le ombre del mondo odierno. Ma cosa hanno da dirci, oggi, gli anni Ottanta?

“Cosa resterà di questi anni Ottanta…” è il celebre verso che dà il titolo alla omonima canzone che Raf ha presentato al Festival di Sanremo nel 1989. “Afferrati e già scivolati via”, continua il brano, che è una sorta di riflessione sul decennio che stava per concludersi, veloce e allo stesso tempo carico di aspettative per i decenni successivi.

Iconici, a dir poco: questo sono stati gli anni Ottanta. Nello stile di vita, nel mindset, nella moda, nella musica, nella cucina. Sono stati esuberanti, pop, coloratissimi, carichi di ottimismo, sebbene su questa atmosfera veleggiasse già l’aura cupa che avrebbe contraddistinto società, cronaca e politica degli anni Novanta. Volendo fare un azzardato parallelismo, gli Eighties sono stati per il Novecento quello che il Barocco è stato per il Seicento. Un tripudio di luci e forme abbaglianti che celava e nutriva in seno le sue fisiologiche ombre.

Foto di InspiredImages da Pixabay
Foto di InspiredImages da Pixabay

Sarà per questo motivo forse, date la criticità e la precarietà concettuale e strutturale che caratterizzano gli ultimi anni, che gli Eighties sono tornati di moda. Il fenomeno è già in corso da qualche anno, ma il 2025 ha assistito a un exploit (che perdurerà sicuramente anche nel 2026).

A partire dalla moda e dal beauty. Giacche ampie con spalline imbottite, paillettes, cinture importanti che segnano il punto vita, colori accesi che fanno immediatamente tornare alla memoria il celeberrimo “United Colors of Benetton” e le mitologiche campagne pubblicitarie firmate da Oliviero Toscani. E a proposito di Benetton, il marchio italiano ha lanciato – in collaborazione con con la costume designer di Stranger Things, Amy Parris – una capsule collection ispirata alla seguitissima serie TV giunta alla quinta stagione. E, guarda caso, ambientata negli anni Ottanta. Il risultato? Una trama horror e fantascientifica dal background estetico pop.

Stile negli anni Ottanta - Foto di Victoria da Pixabay
Stile negli anni Ottanta – Foto di Victoria da Pixabay

Ad ogni modo, a fare da padrone è il colore. Cromie accese e fluo per gli outfit, ma anche per il make-up. Avete notato che anche le più giovanissime – seguendo i trend delle influencer sui social – optano per ombretti cangianti, contorno labbra ben definito, zigomi marcati da blush – anzi, fard – che arriva fino alle tempie, e ciglia lunghissime e folte?

E non finisce qui. Questa temperie, che spesso viene ricondotta alla passione per il vintage, trova espressione anche nell’interior design, con arredi dai colori vivaci e forme giocose. E poi, il piatto forte (è il caso di dirlo): la cucina. Forse l’unica cosa di quegli anni che non è mai passata di moda, sebbene molti italiani abbiano timore di ammetterlo. Ma adesso non è così: cocktail di gamberi, pennette alla vodka, vitello tonnato, insalata russa, farfalle al salmone, il tripudio di salse e di colori (e di calorie!) che hanno contraddistinto i menu di cerimonie e pranzi di Natale in famiglia. Sono tornati anche loro, con ristoranti che propongono menu ad hoc e addirittura nuove aperture tematiche in tutta Italia.

Vitello tonnato, tipico piatto anni Ottanta - Foto di FrankGeorg da Pixabay
Vitello tonnato, tipico piatto anni Ottanta – Foto di FrankGeorg da Pixabay

Tutto questo ha naturalmente un sottofondo musicale: i suoni elettronici dei sintetizzatori, Michael Jackson, Madonna, i Duran Duran, il glam rock dei Queen, i Pet Shop Boys, la colonna sonora di Never Ending Story cantata da Limahl. Ogni cosa torna e ritorna, anche la nostalgia. Forse una delle poche armi cui aggrapparsi quando il presente offre incertezze e scenari che hanno molto poco di rassicurante.