
La piccola tavola devozionale dipinta sia sul “recto” sia sul “verso” sarà tra i lotti protagonisti dell’asta Old Masters che si terrà a febbraio a New York
Sarà messo all’incanto da Sotheby’s il prossimo febbraio a New York, e già si prospetta possa ambire al titolo di “top lot del 2026”. Si tratta dell’Ecce Homo di Antonello da Messina, piccola tavola dipinta sia sul recto sia sul verso, molto probabilmente destinata alla devozione privata.
L’opera, realizzata intorno ai primi anni Sessanta del Quattrocento a Messina, ha una stima di 10-15 milioni di dollari, e rappresenta un caso più unico che raro nel suo genere. Intanto perché sono pochissime le opere di Antonello da Messina che arrivano sul mercato. E poi perché si tratta di un’opera molto nota, che è stata protagonista di esposizioni importanti, come la grande retrospettiva sul maestro rinascimentale tenutasi al Palazzo Reale di Milano nel 2019. Inoltre, l’opera è stata richiesta per essere esposta in Antonello da Messina: The Divine Power of Painting, mostra in programma dal 31 ottobre 2028 al 4 febbraio 2029 al Museo Nacional Thyssen-Bornemisza.

La tavola rappresenta sul recto un Cristo coronato di spine a mezzo busto, dietro a un parapetto che reca la scritta INRI. Ciò che colpisce è lo sguardo del Cristo, rivolto verso lo spettatore, dall’intensa e drammatica carica psicologica. Sul verso è dipinto, immerso in un paesaggio naturale, San Girolamo, nell’atto di percuotersi il petto con una pietra dinanzi a un piccolo crocifisso.
Secondo Federico Zeri, che presentò l’opera per la prima volta in un convegno tenutosi a Messina nel 1981 (e la pubblicò sei anni dopo), l’opera doveva essere un piccolo oggetto portatile per la devozione privata, probabilmente custodito in una borsa di cuoio. E in quanto tale, molto probabilmente veniva toccata, baciata e accarezzata dal devoto in preghiera.









