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miart 2026: “New Directions” e 160 gallerie per una partitura globale

South Wing, Allianz MiCo
South Wing, Allianz MiCo
Presentate stamattina, a Palazzo Reale di Milano, le “New Directions” di miart: una fiera di cambiamenti e ritorni, cercando il futuro (anche) del mercato dell’arte

Come in un assolo di jazz, dove un tema noto si trasforma in un fertile terreno d’innovazione e si lascia andare a una non facile improvvisazione – come ricorda Nicola Ricciardi, direttore di miart al suo sesto anno anno, la fiera si rinnova profondamente per la sua 30.ma edizione. In programma dal 17 al 19 aprile (preview il 16) la prima novità è la nuova sede della South Wing di Allianz-MiCo, a poche centinaia di metri dalla “vecchia fiera”, sotto il tema di “New Directions” – omaggio al leggendario album di John Coltrane – trasformandolo in un manifesto che coinvolge location, allestimento e contenuti. C’è però qualcosa che balza all’occhio, e che insieme – oltre che coraggioso – sembra un po’ preoccupante: le gallerie, rispetto al 2025, calano di circa venti presenze, attestandosi a 160 da 24 Paesi.

E c’è un’altra questione, che si potrà valutare solo durante l’effettivo svolgimento della fiera: il nuovo spazio di CityLife che ospiterà miart, sarà suddiviso su tre piani. Interessante sulla carta, ma vedremo come le disposizioni saranno accolte dai galleristi che – come giustamente ha ricordato Ricciardi – su occasioni come le fiere (e delle relative vendite correleta), si giocano anche le possibilità di portare avanti la propria ricerca e i propri programmi. Ma torniamo alla “partitura” della fiera: importanti ritorni e significativi ingressi sono dati da Alfonso Artiaco (Napoli), Bortolami (New York) e DIE GALERIE (Francoforte) che riappaiono sulla piazza di Milano. A debuttare a miart, sono invece gallerie di primo piano della scena internazionale quali Lyles & King (New York), Nino Mier Gallery (New York/Bruxelles), Soft Opening (Londra), Trautwein Herleth (Berlino) e Kate Werble Gallery (New York).

E poi, nonostante le riduzione per questione di spazi (il direttore afferma chiaramente che 160 era il numero massimo e che tutte le selezionate sono state vagliate per l’altissima qualità progettuale) vi è una vasta schiera di conferme: APALAZZOGALLERY (Brescia), Ben Brown Fine Arts (Londra/Hong Kong/New York), Buchholz (Berlino/Colonia/New York), Cardi Gallery (Milano/Londra), ChertLüdde (Berlino), Sadie Coles HQ (Londra), Galleria Continua (con sedi globali), Corvi-Mora (Londra), kaufmann repetto (Milano/New York), Gió Marconi (Milano), MASSIMODECARLO (Milano/Londra/Hong Kong/Parigi), Mazzoleni (Torino/Londra/Milano), Francesca Minini (Milano), Galleria Massimo Minini (Brescia), P420 (Bologna), Lia Rumma (Milano/Napoli), Richard Saltoun (Londra/Roma/New York), Tornabuoni Arte (con le sue gallerie), Vistamare (Milano/Pescara) e Zero… (Milano).

ANTHOLOGY – Mario Schifano, Futurismo Rivisitato, 1972–76, Smalto e spray su tela, 12 patch di Perspex multicolore, 96.5 × 116.5 cm, Courtesy Ben Brown Fine Arts, Photo by Marco Anelli, Tommaso Sacconi

Cuore della manifestazione, anche stavolta, sarà la sezione “Established” con 111 gallerie, che quest’anno introduce la nuova metasezione “Established Anthology”: 20 gallerie presenteranno progetti tematici che indagano, attraverso salti temporali, concetti come memoria, ciclicità e futuro. Per le voci più sperimentali, la sezione “Emergent”, curata da Attilia Fattori Franchini, raduna 29 gallerie emergenti da tutto il mondo, tra cui spiccano nuovi ingressi come Amanita (New York/Roma) e Alice Folker Gallery (Copenaghen). E se “Object”, la vecchia sezione dedicata alle intersezioni tra arte e design sparisce dal palinsesto, arriva “Movements”, il un progetto speciale dedicato al film d’artista, realizzato in collaborazione con lo St. Moritz Art Film Festival e curato da Stefano Rabolli Pansera.

I premi di miart 2026

Invariati, per la 30.ma edizione di miart, i premi e le partnership che ne completano l’identità: oltre al consolidato main partnership con Intesa Sanpaolo – che esporrà capolavori dalla Collezione Agrati – e al Fondo di Acquisizione di Fondazione Fiera Milano (che anche quest’anno metterà a disposizione 100.000 per nuove acquisizioni), saranno assegnati il Premio Herno (10.000 euro) per il miglior allestimento, il Premio LCA per Emergent (4.000 euro), il Premio Orbital Cultura – Nexi Group per la fotografia e il Premio Matteo Visconti di Modrone (10.000 euro) per la scultura in fonderia. Confermati anche il Premio Rotary Club Milano Brera, il Premio Massimo Giorgetti (5.000 euro) per giovani artisti e la collaborazione con MSGM per un’opera site-specific.

Sulla Milano Art Week (che dal 13 al 19 aprile accompagnerà la fiera), per ora, i riflettori sono già puntati su Marco Fusinato (artista che ha rappresentato l’Austrialia alla Biennale 2022) al PAC. In attesa di scoprire dove porteranno le “improvvisazioni” delle new directions della fiera.

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