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La svolta. La buona occasione di Sarah Cosulich nel mondo dell’arte

Sarah Cosulich - ph. Alberto Nidola Sarah Cosulich - ph. Alberto Nidola
Sarah Cosulich - ph. Alberto Nidola
Sarah Cosulich – ph. Alberto Nidola
Un incarico, una mostra, una collaborazione. Oppure l’essersi trovati al posto giusto nel momento giusto, un incontro, un invito, una conversazione. Con il format “La svolta” chiediamo ai protagonisti del sistema dell’arte di raccontarci quando e come è partito tutto. In questo ottavo appuntamento ci risponde Sarah Cosulich, direttrice della Pinacoteca Agnelli a Torino

Perseveranza, studio, coraggio, creatività e probabilmente anche un po’ di follia. Il mondo dell’arte, e soprattutto il suo sistema, è fatto di meccanismi spesso intricati. Una montagna russa affascinante dagli equilibri sempre in costante mutamento. Eppure, guardando alle carriere di chi del mondo dell’arte è protagonista, non pensiamo che artisti, curatori, direttori di fiere e di musei, esperti in comunicazione, critici e giornalisti, abbiano iniziato anche loro a muovere i primi passi, a maturare esperienze su esperienze, fino a quando è arrivato quel momento in cui hanno pensato: “questa è la mia volta buona”. Ed è quello che abbiamo deciso di farci raccontare, ponendo loro questa domanda: qual è stato il momento che ha segnato la svolta nella tua carriera?

Ci risponde Sarah Cosulich, direttrice della Pinacoteca Agnelli a Torino.

Per me – come, penso, per un selezionato gruppetto di curatori italiani della mia generazione – il momento della svolta è legato alla figura di Francesco Bonami, curatore che, più di ogni altro nel nostro Paese, ha il merito di aver condiviso una visione, tramandato una legacy e creato immense opportunità ai giovani con cui ha scelto di lavorare. Nel mio caso, c’è stata anche l’inconsapevole complicità di Maurizio Cattelan. Terminato il master nel 2001, gli ho mandato infatti la mia tesi, fresca di rilegatura color blu scuro, a un indirizzo postale di New York che speravo corrispondesse al suo (si dice) minuscolo appartamento. Ovviamente ai tempi non lo conoscevo, quindi l’idea che il pacchetto potesse arrivare tra le sue mani era piuttosto ottimistica. La tesi si focalizzava sul rapporto tra il lavoro di Maurizio Cattelan e la tradizione della Commedia dell’Arte, da Pirandello a Dario Fo, passando per Ruzante fino al cinema.

Non ho più avuto notizie fino a sei mesi dopo, quando ho ricevuto una telefonata da Bonami che, appena nominato direttore della Biennale di Venezia, cercava un’assistente curatrice. L’ipotesi realistica è che, vista la conoscenza tra i due, sia stato proprio il mio libricino blu ad aver creato la connessione. Dopo un colloquio peripatetico con Bonami attraverso le sale di alcuni musei veneziani e per le calli, interrotto dalle sue costanti richieste di indicazioni stradali alle signore che stendevano i panni, sono atterrata nel ruolo più esilarante che possa capitare a un curatore ventiseienne.

In pochi mesi, sistemata a Venezia, trascorrevo giornate intere con Matthew Barney, Gabriel Orozco, Fischli e Weiss, Thomas Bayrle, Tobias Rehberger, Tacita Dean, Rudolf Stingel, Carsten Höller, solo per nominarne alcuni, anche perché Bonami ai tempi si divideva ancora tra Venezia e Chicago. Tra l’altro, per quella fatidica Biennale del 2003 – da lui profeticamente intitolata Sogni e Conflitti, La Dittatura dello Spettatore – Bonami aveva coinvolto anche un gruppo di incredibili curatori, da Catherine David, a Carlos Basualdo, Hou Hanru, Daniel Birnbaum, Gabriel Orozco, Igor Zabel, Gilane Tawardos, Massimiliano Gioni e Hans-Ulrich Obrist che curava con Molly Nesbit e Rirktit Tiravanija la sezione Utopia Station. Un anno di lavoro 24/24 con un direttore geniale e team fantascientifico, nello spirito utopico del tempo che implicava notti in ufficio, entusiasmo inarrestabile e la convinzione condivisa che l’arte potesse cambiare il mondo. Per me quel momento rimane una svolta professionale, umana ed emotiva; un sogno che è continuato.

Leggi “La svolta” su ArtsLife:
1 – Massimo Minini
2 – Masbedo
3 – Adelaide Corbetta
4 – Fabio Cavallucci
5 – Silvia Giambrone
6 – Davide Ferri
7 – Gian Maria Tosatti

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