
Figura leggendaria del giornalismo artistico americano, Philip Leider aveva fondato e diretto Artforum dal 1962 al 1971. L’annuncio della morte è stata data dallo stesso magazine
Di Philip Leider pochissime immagini si trovano in rete, così come “notizie”: la sua è stata una carriera per certi versi molto atipica e certamente lontana dalle “scene”. Assunto da John Irwin nel 1962, fu il primo direttore di Artforum, ruolo che ricoprì per quasi un decennio trasformando la pubblicazione nella fonte di riferimento per una critica d’arte seria e rigorosa, a quel tempo anche per certi versi distante dalle logiche di mercato. Sotto la sua guida, Artforum costruì la sua reputazione puntando sull’arte sperimentale e mantenendo una linea editoriale indipendente. In un suo scritto, Leider esplicitò la volontà di divergere dai gusti dominanti, avvertendo che trattare l’arte come un mero investimento finanziario avrebbe portato al disastro per entrambi.
E infatti, fedele per certi versi a questa linea, nel 1971 Leider lasciò la direzione della rivista e, di fatto, si allontanò dal centro del mondo dell’arte statunitense, spostandosi dalla California a Israele e insegnando per anni all’Accademia di Belle Arti Bezalel, fino alla pensione nel 1998. Consapevolmente “disimpegnato” rispetto al mainstream dell’arte che principiò negli anni ’70 e ’80, ammise anche che i suoi gusti si erano cristallizzati e che sarebbe stato difficile tornare indietro. Un personaggio controverso – che oggi potrebbe essere attaccato per il suo “sionismo”, come lui stesso lo definiva, anche in base alle vicende che hanno visto Artforum licenziare il caporedattore David Velasco alla fine del 2023, per aver firmato e pubblicato la celebre lettera che chiedeva il cessate il fuoco a Gaza. Un personaggio che, tuttavia, ha consegnato alla storia del secolo scorso pagine di critica militante e anticonformista che hanno segnato la cultura visiva del Novecento.









