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Mercurio archetipo profondo: Antonello Dessì tra Giuda, Kandinsky e Dante

Antonello Dessì. Progetto Ermes - courtesy MUACC, UniCa
Antonello Dessì. Progetto Ermes – courtesy MUACC, UniCa
Con “Progetto Ermes” al MUACC l’indagine astrologica, pittorica e culturale di Antonello Dessì: un viaggio tra colore, forma e simbologie per trovare archetipi e geometrie della cultura occidentale che insegue il dio della parola, dei significati nascosti e messaggero infinite volte grande.

Al Museo Universitario delle Arti e delle Culture contemporanee la ricerca di Antonello Dessì esplora, tra icone e segni, evoluzione e persistenza di Mercurio dal mondo antico alla nostra era. La mostra, a cura di Simona Campus, visibile a Cagliari fino al primo febbraio, presenta il terzo atto del “Progetto Ermes” che rintraccia simbologie astrologiche tra l’arte e la civiltà europea.
Il primo movimento ruota intorno alla Commedia di Dante, materia di studio letterario e pittorico per Dessì, che ricostruisce le celate metafore astrologiche del poema ed emergono così temporalità e geometrie zodiacali. Così compaiono in esposizione l’immagine dell’insaziabile spaventosa lupa – dipinta di brillante nera scura luce – e le piccole sculture da cui torna alla mente l’omerico Odisseo – simile e diverso protagonista del folle volo – che, protetto da Ermes, resiste ai sortilegi di Circe, signora del magico mondo inverso.

Antonello Dessì. Progetto Ermes – courtesy MUACC, UniCa

A mappe astrologiche e a Vasilij Vasil’evič Kandinsky è dedicato invece il secondo momento della ricerca. La scoperta di configurazioni zodiacali nei dipinti fa emergere con forza i legami dell’artista con la cultura esoterica, anche nelle opere teatrali, nelle poesie e negli scritti teorici. Così, nella scacchiera compositiva su cui gioca il russo creatore dell’astratto, conquistano la pittura i colori di Mercurio e del Sagittario e la X – o secondo una lettura spirituale, un segno a croce – vince il posto di emblema dominante nel linguaggio simbolico dell’autore. Il contesto è la cultura ermetica di fine Ottocento primo Novecento tra teosofia, antroposofia, numerologia e soprattutto astrologia, influenze trascurate nella lettura di Kandinsky e così “l’artista opera il passaggio dalla pittura figurativa a quella astratta mediante il simbolismo aniconico dello zodiaco”.
Al centro della esposizione del MUACC il terzo momento del “Progetto Ermes”, dedicato a Giuda Iscariota. Colui che ha tradito Cristo per trenta denari compare in acrilico nelle tele di Dessì, singolo, doppio, triplo, infinito. Il volto scuro dell’uomo di Kiriat incessantemente si ripete, come le gambe che portarono le guardie di notte al Getsemani. Tante volte ricompare la sua strana mano dalle 6 dita mentre le labbra che chiesero “Sono forse io, Signore?” formano un 3. Arcano è il destino di chi intinse pane nel piatto di Ha-Notsri, e la bocca che mangiò e indicò con appena un bacio ancora chiede perché. Insieme compaiono gli emblemi dei Gemelli, della Vergine, dello Scorpione e il giallo, il bianco, il nero, il rosso, che ruotano intorno a uno dei 12 discepoli, all’apostolo forse più complesso e tragico, sospeso tra libero arbitrio e predestinazione.

Antonello Dessì. Progetto Ermes – courtesy MUACC, UniCa

Ecco l’uomo avido e colpevole che ha compiuto il gesto provvidenziale. Ecco il suo corpo, ferito: la mente che ha accolto la missione e la colpa, il collo che ha abbracciato la corda, o forse il cuore che ha incrociato il coltello. Ecco colui che, dannato, ha scritto il suo stesso vangelo, ed ecco il fato dell’altro che morì sotto Ponzio Pilato. Ecco infine, a ricordare quella che solo forse è stata la sua fine, un iridescente albero dipinto. Come scrive la curatrice Simona Campus con questa esplorazione «Antonello Dessì torna a indagare il fecondo punto di innesto tra l’epoca classica e cristiana, decostruendo la figura di Giuda Iscariota e individuandovi, ancora una volta, caratteristiche che richiamano Ermes-Mercurio, messaggero, psicopompo che accompagna le anime dei morti nell’aldilà, ma anche calunniatore, interessato al profitto, predone. A partire da questi rimandi e nel continuo succedersi di transizioni e metamorfosi, Dessì dipinge immagini che sono sincretismi, convergenze di concetti, segni e simboli».

Antonello Dessì. Progetto Ermes – courtesy MUACC, UniCa

Attraverso questi misteriosi crocevia il MUACC, «in una linea di programmazione che rivolge costante attenzione alle artiste e agli artisti operanti nel territorio», fa entrare, attraverso le interpretazioni visive di Antonello Dessì, in un ignoto mondo, tutto da decodificare. A guidarci nell’immersione mercuriale è l’autore, che da anni svolge una profonda ricerca teorica e artistica sugli archetipi della cultura occidentale, espressa in pittura, azioni estetiche e performances. Così la mostra ci porta a scoprire il mondo inverso del dio e dello zodiaco, gli incroci di significato della nostra civiltà, confermando come il Museo dell’Ateneo sia sempre «impegnato nella valorizzazione delle arti contemporanee e dei molteplici codici espressivi che le caratterizzano».

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