29 Settembre 2026 13:39

Performances digitali. Tra scenari immersivi, intelligenza artificiale e musica elettronica

La caduta di Adamo, Courtesy Alessio De Vecchi e Anyma, Tulum, Messico, 2024
La caduta di Adamo, Courtesy Alessio De Vecchi e Anyma, Tulum, Messico, 2024
Intelligenza artificiale, arte digitale e musica elettronica si incontrano nell’opera del duo Alessio De Vecchi e Matteo Milleri

Se è vero che nelle arti visive non esistono più grandi movimenti artistici – sembrerebbe che l’ultimo sia stato la Transavanguardia, teorizzata da Achille Bonito Oliva – è notevole rintracciare l’evolversi dell’arte digitale e dell’intelligenza artificiale in relazione alle sonorità elettroniche, che non stanno creando un movimento strutturato ma una direzione, un orientamento del nostro tempo.

Una esperienza di “arte totale” contemporanea in cui lo spazio del ritmo è immersivo, visionario, affidato alla realtà aumentata grazie ad artisti digitali. È questo il caso del duo Alessio De Vecchi e Matteo Milleri. Quest’ultimo conosciuto come Anyma: noto produttore musicale italo-americano, DJ con una visione multidisciplinare della musica elettronica.

De Vecchi è nato a Milano, si è laureato in design ed è nella sua città natia che inizia la sua carriera lavorativa con l’architetto e designer Fabio Novembre. Nel 2006, si trasferisce a New York e comincia a lavorare per il designer industriale Karim Rashid, avendo collaborazioni, come artista digitale, per note aziende quali Adidas, LG, H&M. Oggi è uno degli esponenti maggiori delle opere NFT, che letteralmente significa “Non-Fungible Token”, corrispondente a un certificato di autenticità digitale.

 

Anyma, Quantum Genesys, Courtesy Alesso De Vecchi e Anyma, Giza, Egitto, 2025
Anyma, Quantum Genesys, Courtesy Alesso De Vecchi e Anyma, Giza, Egitto, 2025
Visioni oniriche

La sua ricerca artistica è mutevole, come spesso dice, ma è caratterizzata da temi legati alla fragilità dell’esistenza e all’impermanenza. Non è un caso se nelle sue opere ci sono spesso umanoidi che si deformano e cadono, a ritmo di musica, per un suo interesse verso temi come la caducità della vita. Ne è un esempio “La caduta di Adamo”, 2024: opera realizzata in 3D in sinergia con i suoni elettronici di Anyma, partendo dall’idea de La Pietà di Michelangelo.

De Vecchi concepisce una idea tragica e lirica dell’evento biblico, rivisitato da due umanoidi. Neanche loro sono esenti dalla morte. Ed è interessante vedere quanto nell’immaterialità di questa arte digitale vengano fuori temi complessi legati all’esistenza umana e alla morte fisica e spirituale, simboleggiata dalla figura di Adamo.

Ma la caratteristica maggiore di queste sue opere è legata alla loro genesi, la cui creazione è strettamente connessa alle sonorità elettroniche. Un incastro sinergico con Matteo Milleri, ovvero Anyma, che intende legare la sua musica con quella dell’arte digitale con una incredibile narrazione performativa-immersiva. Una sincronia perfetta tra immagini audiovisive di grafica e animazioni in 3D – realizzate sempre da De vecchi – con una scelta di visioni oniriche e un immaginario futuristico dove prende forma l’idea di una nuova genesi umanoide: un diverso modello di coscienza senza forza gravitazionale.

L’assenza di gravità in relazione alla musica elettronica diventa anche una metafora potente nel recente film La Grazia di Paolo Sorrentino che ha scelto di raccontare le ossessioni del protagonista in modo drammatico e umoristico con i ritmi minimali e incessanti della DJ olandese KI/KI.

Un tempio contemporaneo

L’elettronica è uno dei segni del nostro tempo dal cinema alle arti visive e ha trovato il suo culmine a Las Vegas, con Anyma e De Vecchi nella sfera più grande mai costruita. Si chiama Sphere e le sue dimensioni sono impressionanti con uno schermo LED a 360 gradi a risoluzione 16K e un sistema audio immersivo. Un tempio contemporaneo che mette insieme arte digitale, intelligenza artificiale e musica.

 

La caduta di Adamo, Courtesy Alessio De Vecchi e Anyma, Tulum, Messico, 2024
La caduta di Adamo, Courtesy Alessio De Vecchi e Anyma, Tulum, Messico, 2024

Il risultato di queste esperienze musicali e audiovisive è un livello di performance diversa, innovativa e suggestiva, che ricorda quel concetto di “opera totale”, caro a Wagner. Ma questa volta non c’è più quell’idea di sacro e irripetibile, tipico di ogni performance art, c’è semmai un diverso modello di realtà aumentata che può essere ripresa e riprodotta nel web e nei social con immagini iconiche, a suon di ritmi elettronici. Nel caso di Anyma con il suo progetto musicale “The end of Genesys”, la scelta delle immagini, create da De Vecchi, è surreale, multisensoriale, a tratti onirica, con personaggi umanoidi titanici che sembrano sfidare l’umanità, in una sospensione catartica tra due realtà.

Vale la pena chiedersi ancora se il futuro delle arti visive stia scorrendo in due dimensioni: il reale e quello della realtà aumentata, con immagini in 3D, attraverso temi complessi di vita, morte e creature post umane. Da una parte la percezione immateriale dell’opera e dall’altra parte effetti immersivi per una esperienza totalizzante che renderebbe quest’arte digitale più vicina alla figura di Prometeo.

Allora, per una conoscenza molteplice, rapida e visionaria dell’arte contemporanea non resta che seguire e intercettare anche queste dimensioni artistiche, a realtà aumentate, fatte di sogni, visioni e segni “prometici”.