
Der Pavilion è una piattaforma culturale pensata non come evento isolato, ma come infrastruttura viva e strutturata
Conclusa l’esperienza con Nomad di cui era stato il co-fondatore, Giorgio Pace apre un nuovo capitolo del suo percorso curatoriale e imprenditoriale. Scegliendo ancora una volta St. Moritz come laboratorio privilegiato. Si chiama Der Pavilion, ed è una piattaforma culturale pensata non come evento isolato, ma come infrastruttura viva, destinata a incidere nel tempo sul tessuto dell’Engadina. Un progetto ambizioso, aperto il 29 gennaio – fino al 1° marzo – con “Singular Voices”, il capitolo inaugurale ospitato negli spazi dell’ex Hotel Eden. Attualmente in fase di ristrutturazione e ripensato per l’occasione come dispositivo espositivo fluido e stratificato.
Der Pavilion nasce dall’esperienza accumulata negli ultimi quindici anni da Pace – fondatore di Giorgio Pace Projects e co-fondatore di Nomad, da cui si è congedato nel giugno 2025 – ma se ne distacca per struttura e orizzonte. Qui non c’è la scansione intensa e concentrata di pochi giorni, bensì un format espositivo di quattro settimane, ispirato alle residenze d’artista. Che privilegia la durata, il dialogo e una fruizione più lenta. Un modello raro nel sistema dell’arte, soprattutto in un contesto come St. Moritz, dove la stagionalità è storicamente legata all’inverno e al turismo d’élite. Singular Voices riunisce una serie di mostre personali dedicate a figure che attraversano arte e design come territori di visione autonoma e radicale.

Tra gli artisti in mostra figurano Gio Ponti, Andrea Branzi, Vanessa Beecroft e Wael Shawky, con opere presentate in un percorso che mette in relazione linguaggi, generazioni e discipline diverse. Lasciando spazio a una lettura non cronologica ma tematica e sensibile delle opere. Le gallerie coinvolte, insieme a designer e istituzioni, sono chiamate a confrontarsi con un contesto non fieristico, in cui l’allestimento dialoga con l’architettura storica dell’Eden e con l’idea di abitare temporaneamente lo spazio, più che occuparlo.
Continuità e collaborazione
L’ex Hotel Eden diventa così il primo nucleo fisico di Der Pavilion: un luogo transitorio che anticipa una trasformazione più ampia. Nel tempo, infatti, il progetto è destinato a evolvere in una struttura architettonica permanente, attiva tutto l’anno come sede di mostre, performance, incontri e presentazioni. Concepita come nuovo punto di riferimento per la vita culturale dell’Engadina. Accanto alle esposizioni di arte e design, Der Pavilion include una sezione dedicata alla gioielleria contemporanea, oltre a una programmazione diffusa che si estende in diversi luoghi di St. Moritz.
Il calendario della stagione inaugurale comprende, tra gli altri appuntamenti, uno spettacolo lirico nel teatro privato del Badrutt’s Palace Hotel e una mostra dedicata a fiori e giardini, sviluppata insieme ad artigiani, fioristi e orticoltori locali come celebrazione dell’inizio dell’estate e del legame con il territorio. Arte, artigianato e gastronomia si intrecciano così in una rete di relazioni che mira a coinvolgere tanto la comunità locale quanto il pubblico internazionale di collezionisti e visitatori.

“Der Pavilion è la naturale evoluzione di ciò che ho costruito negli ultimi quindici anni”, afferma Giorgio Pace. “St. Moritz ha bisogno di allargare e incrementare la propria offerta culturale, andando oltre la stagione invernale. Der Pavilion è un movimento: qualcosa che cresce lungo tutto l’anno, riunendo arte, design e vita in montagna. La città merita una piattaforma capace di valorizzare il senso di appartenenza all’ambiente che la ospita, in dialogo con il paesaggio ma aperta al mondo”.
In questa visione, Der Pavilion si propone come ecosistema culturale permanente, fondato sulla continuità e sulla collaborazione, più che sulla spettacolarizzazione. Un luogo d’incontro e al tempo stesso un processo, che invita artisti, gallerie, brand e istituzioni a partecipare a un nuovo modello di scambio culturale, basato su prossimità, tempo e comunità.



