
Da una sponda all’altra dell’Atlantico, in un gesto storico di cooperazione culturale, il Portogallo per la prima volta restituisce al Messico tre reperti archeologici preispanici rimossi illegalmente dal Paese
La cerimonia di consegna si è svolta questa settimana all’Ambasciata del Messico a Lisbona, segnando un importante passo nella collaborazione internazionale contro il traffico illecito di beni culturali. I manufatti, rappresentativi di distinte culture mesoamericane, verranno rimpatriati nelle prossime settimane. Claudia Curiel de Icaza, Segretario alla Cultura del Messico, ha definito la restituzione “una tappa fondamentale nella cooperazione bilaterale e negli sforzi del Messico per salvaguardare la propria eredità culturale all’estero. Ogni restituzione restituisce memoria e identità al Messico“.
I reperti
Il primo oggetto è una figura femminile in argilla alta 43 centimetri, proveniente dal Messico occidentale, risalente al periodo 300-600 d.C. La figura, seduta sulle ginocchia con gonna e copricapo conico, presenta incisioni e scarificazioni sulle spalle ed è attribuita allo stile Tala-Tonalá della tradizione delle Tombe a Pozzo (Jalisco). Il secondo reperto è un vaso policromo maya del periodo Classico (600-900 d.C.), decorato con figure d’élite e iscrizioni geroglifiche, probabilmente utilizzato in contesti rituali per il consumo di cacao. È stato sequestrato dalle autorità nella provincia di Guimarães. Il terzo manufatto è un’urna funeraria zapoteca delle Valli Centrali di Oaxaca (600-1200 d.C.), raffigurante Cocijo, la divinità della pioggia e del tuono, simbolo delle tradizioni funerarie e religiose zapoteche, confiscata a Évora-Estremoz.
L’indagine e il rimpatrio
Il recupero è iniziato quando l’Ambasciata messicana in Portogallo ha segnalato l’esistenza degli oggetti in questione. Gli esperti dell’Istituto Nazionale di Antropologia e Storia (INAH) hanno confermato l’autenticità tramite fotografie e l’archeologa Aline Lara Galicia, su richiesta delle autorità portoghesi, ha condotto nel 2025 una valutazione in loco che ha confermato il valore simbolico dei reperti nelle culture di origine. La restituzione riflette la strategia legale e diplomatica del Messico per recuperare il proprio patrimonio culturale all’estero. Il Portogallo dimostra così una crescente consapevolezza che la protezione dei beni culturali è responsabilità globale. Per il Messico, il rimpatrio non è solo un successo legale, ma un atto simbolico che riporta a casa oggetti intrisi di storia, credenze e identità di antiche civiltà.




