
Dai maestri della storia dell’arte come Botticelli e Tintoretto fino al misterioso Banksy, passando dal “ready-made” umano Rrose Sélavy di Marcel Duchamp. Ecco alcuni dei casi più celebri in cui l’immaginazione e l’artificio hanno avuto il sopravvento sulla realtà
Pseudonimi, nomi d’arte, alter ego, soprannomi, patronimici, identità fittizie. La storia dell’arte, dall’antichità a oggi, riserva non pochi esempi da questo punto di vista, favorendo il proliferare di storie, fantasie e dicerie su personaggi reali e immaginari, unici e multipli, totalmente (o quasi) d’invenzione.
Un gioco divenuto ancora più sottile nella contemporaneità, in cui il web e la spasmodica ricerca all’informazione alimentano narrazioni e dubbi su identità che, nella maggior parte dei casi, sono state create ad hoc per innescare proprio questi meccanismi.
Quale sistema di riflessioni si cela dietro a un personaggio che decide di non svelare la propria identità? O addirittura di crearne una ex novo, facendola vivere di vita propria ed esponendola a critiche e giudizi altrui?
Citiamo, a tal proposito, una celebre frase di Luigi Pirandello, tratta dal dramma Sei personaggi in cerca d’autore:
“Quando un personaggio è nato, acquista subito una tale indipendenza anche dal suo stesso autore, che può esser da tutti immaginato in tant’altre situazioni in cui l’autore non pensò di metterlo, e acquistare anche, a volte, un significato che l’autore non si sognò mai di dargli!”.
Ci siamo lasciati ispirare dalla scia di pensiero pirandelliana per andare alla ricerca di pseudonimi e personalità vere e presunte della storia dell’arte, dai più celebri maestri del passato fino alle più criptiche star della contemporaneità.
Artisti e pseudonimi. I casi più noti (e misteriosi)
– Alessandro di Mariano di Vanni Filipepi, noto come Sandro Botticelli
– Jacopo Robusti, detto il Tintoretto
– Agnolo di Cosimo di Mariano, vero nome del Bronzino
– Jacopo Carucci, ovvero il Pontormo
– Giovanni Battista Salvi, conosciuto come il Sassoferrato
– Jusepe de Ribera, detto lo Spagnoletto
– Michelangelo Merisi, il celeberrimo Caravaggio
– Andrea Francesco Alberto de Chirico, ovvero Alberto Savinio
– Rrose Sélavy, ready-made umano di Marcel Duchamp
– Bianca Pucciarelli Menna è il vero di Tomaso Binga, artista che sperimenta ed esplora i confini tra poesia e pittura
– Luther Blissett è lo pseudonimo utilizzato, negli anni Novanta, da artisti e attivisti di diversi Paesi europei, con il quale vennero firmati svariati romanzi, tra tutti Q, del 1999. Il nome scelto per il collettivo si ispirava all’omonimo calciatore giamaicano-britannico Luther Loide Blissett, che giocò nel Milan nella stagione tra il 1983 e il 1984
– Aldo Tilocca è il nome dell’artista che si cela dietro Greta Frau, fantomatica pittrice nata a Colonia e “guru” de La Classe delle Trance, una sorta di setta la cui missione è predicare la bellezza
– Thierry Guetta è il vero nome di Mr. Brainwash, artista di origine francese divenuto celebre per avere coniugato i linguaggi della Street art a quelli della Pop art. Decide di intraprendere la carriera di Mr. Brainwash dopo aver incontrato, a Los Angeles, Banksy.
– Continuiamo a muoverci nel mondo del Graffitismo e della Pop art con Brian Donnelly, designer, pittore e scultore statunitense noto in tutto il mondo con il nome Kaws. Celebri sono i suoi personaggi con gli occhi a forma di X, tra tutti Companion
– Di Shepard Fairey è noto il ritratto in quadricromia a Barack Obama realizzato nel 2008, dal titolo Hope. L’artista e illustratore statunitense è noto al vasto pubblico con lo pseudonimo Obey.
– È lo street artist più famoso al mondo, eppure di lui non si sa nulla, a parte la città di nascita – Bristol – e il suo nome d’arte: Banksy.



