
Con circa 9 milioni di visitatori nel 2024, il Louvre di Parigi si conferma il museo più visitato al mondo, ma anche un bersaglio “inevitabile” per le frodi. È quanto dichiara Kim Pham, amministratore generale del museo, dopo la scoperta della maxi-truffa sui biglietti durata un decennio e che ha portato un “buco” un valore di 10 milioni di euro
La settimana scorsa le autorità francesi avevano arrestato nove persone, tra cui due dipendenti del museo e due guide turistiche cinesi, accusate di aver riutilizzato sistematicamente gli stessi biglietti per far entrare gruppi diversi. Il sistema fraudolento, che coinvolgeva anche la Reggia di Versailles, prevedeva la corruzione di dipendenti per intascare i proventi della vendita dei biglietti.
La Procura di Parigi ha sequestrato inoltre 957.000 euro in contanti, 67.000 euro in valuta estera e 486.000 euro su conti correnti. L’indagine giudiziaria, che in realtà si era aperta a giugno 2025, quasi anticipando la serie di eventi nefasti che il museo ha sopportato negli ultimi mesi, a partire dal furto dei gioielli della Principessa – lo scorso 19 ottobre, riguarda accuse di frode organizzata, riciclaggio, corruzione pubblica e favoreggiamento dell’immigrazione clandestina.
Pham respinge le critiche su una presunta cattiva gestione, sottolineando la complessità di gestire 85mila metri quadrati di spazi espositivi e 35mila opere. “Quale museo al mondo, con questo livello di affluenza, non avrebbe in alcuni momenti problemi di frode? Il Louvre è il museo più grande del mondo, è normale che in questa complessità ci siano difficoltà. Non vi dirò che facciamo tutto molto bene e che abbiamo fatto tutto bene, ma la lotta alla frode è un’azione continua. Di fronte a una recrudescenza e alla diversificazione delle frodi sui biglietti è necessario mettere in atto un piano strutturato per combattere queste azioni“, ha dichiarato Kim Pham.





