18 Ottobre 2026 15:41

ParlaChatGPT: la Biennale Arte più importante della storia? Correva l’anno…

La celebre sala di De Dominicis alla Biennale Arte di Venezia 1972 ChatGPT
La celebre sala di De Dominicis alla Biennale Arte di Venezia 1972
Un divertimento, una provocazione. Poniamo domande di tema artistico all’applicazione AI ChatGPT: le risposte sono sorprendenti

Quante volte avete pensato di farlo, e poi avete rinunciato? Perché non avete voglia, non avete tempo, o perché siete nauseati da questa realtà sempre più relativizzata. Ma forse la vera ragione è che siete convinti che i risultati saranno banali, scontati, sostanzialmente inutili. E lo pensavamo anche noi, finché non ci abbiamo provato. Abbiamo provato a porre delle domande su temi artistici a ChatGPT, l’applicazione di intelligenza artificiale specializzata nella conversazione e nella generazione di testi. E le risposte ci hanno sorpresi, se non smentiti.

In realtà, le risposte saranno banali se la domanda posta sarà banale. Ergo, ponendo interrogativi precisi, più possibile profondi e circostanziati, si otterranno risposte dettagliate e sorprendentemente circostanziate e imprevedibili. Ci abbiamo provato, quasi per gioco, e i risultati ci hanno convinti ad andare avanti, e ad iniziare questa “rubrica”.

Uno spazio di svago, evidentemente, ma capace di innescare riflessioni e magari dibattiti scaturiti da una fonte quanto mai “terza”. Dunque, la domanda che abbiamo posto a ChatGPT è la seguente: “qual è stata a tuo parere l’edizione più importante della Biennale Arte di Venezia, per spessore contenutistico e impatto sugli sviluppi degli scenari creativi?”.

Biennale Arte di Venezia 1972

Curata da un comitato in un clima politico tesissimo, fu l’edizione dedicata al Cile e alla repressione dopo il golpe contro Salvador Allende.

Perché è stata decisiva?

Ha politicizzato definitivamente la Biennale.
Dopo le contestazioni del 1968, il 1972 trasformò la Biennale da grande esposizione internazionale a spazio di presa di posizione ideologica e conflitto culturale.

Ha messo in crisi il modello occidentale-espositivo.
L’idea di neutralità estetica crolla: l’arte viene letta come dispositivo critico, come strumento di controinformazione.

Ha anticipato molte pratiche successive.
Arte come archivio, documento, testimonianza politica: linee che troveremo poi nelle ricerche postcoloniali e nelle pratiche relazionali degli anni ’90.

(Ndr: ci tocca correggere il pasticcione ChatGPT, visto che fu la Biennale del 1974, non del 1972, quella dedicata al Cile e alla protesta contro la dittatura di Pinochet)

Detto questo, se parliamo di impatto sul sistema globale dell’arte contemporanea, molti storici indicano come altrettanto cruciale:

Biennale Arte di Venezia 2015 – diretta da Okwui Enwezor

Centralità delle geografie non occidentali

Lettura del presente attraverso capitalismo, crisi e diseguaglianze

Uso del format “mostra come dispositivo teorico” (con il “Parlamento” e la lettura continua de Il Capitale di Karl Marx)

Questa edizione ha consolidato definitivamente il paradigma globale e decoloniale nel sistema delle biennali.

Se invece guardiamo al linguaggio artistico puro, molti citano come spartiacque:

Biennale Arte di Venezia 1964

Con il Leone d’Oro a Robert Rauschenberg: consacrazione internazionale della Pop Art e spostamento dell’asse culturale dall’Europa agli Stati Uniti.