
L’Osservatorio della Fondazione Delphos conferma dati la crescita per i parchi archeologici e l’aumento degli acquisti online
2° edizione del convegno “Big Data e i luoghi della cultura”. L’Osservatorio della Fondazione Delphos ha analizzato 49,2 milioni di biglietti. I dati confermano la crescita dei parchi archeologici, l’aumento degli acquisti online e il sorpasso del Regno Unito sugli Stati Uniti tra i visitatori internazionali
Analisi predittiva: dati e contesto
Comprendere i luoghi della cultura nella loro complessità – dai flussi di visita ai bisogni dei visitatori, dall’offerta dei musei all’andamento del turismo culturale – richiede oggi un uso consapevole dei dati, una risorsa strategica per migliorare gestione, programmazione e valorizzazione del patrimonio culturale. I dati, al centro di analisi statistiche sempre più avanzate e predittive, non raccontano solo numeri: alla base vi è una rete complessa di relazioni, percezioni e interazioni che definisce l’esperienza culturale. In questa prospettiva, dati e contesto devono essere letti insieme al fine di interpretare al meglio i fenomeni culturali.
In questa chiave, si è svolta a Roma, presso l’Università Pontificia Gregoriana, la seconda edizione del convegno “Big Data e Luoghi della Cultura”, promossa dalla Fondazione Delphos, guidata da Sergio Bellini, insieme al Ministero della Cultura. Chair dell’incontro è stata Alfonsina Russo, Capo Dipartimento per la valorizzazione del patrimonio culturale, che ha guidato il confronto tra i vertici del mondo della cultura e i direttori delle principali istituzioni italiane – dal Parco archeologico del Colosseo ai Musei Vaticani, dalla Reggia di Caserta alla Veneranda Fabbrica del Duomo di Milano.
Report Big Data
L’incontro è stato anche l’occasione per presentare il nuovo “Osservatorio Fondazione Delphos Big Data e Luoghi della Cultura”, curato dal professor Guido Gerzoni dell’Università Bocconi e direttore scientifico della Fondazione Delphos. La ricerca realizzata con il supporto analitico di Formules S.r.l. si fonda su basi numeriche importanti, provenienti da MidaTicket, primo sistema di biglietteria in Italia nel settore culturale.
Sergio Bellini ha dichiarato: «Il Rapporto 2026 non è una semplice fotografia statistica, ma una risposta alla mancanza di analisi sistematiche nel comparto culturale. In un mercato globale sempre più competitivo, l’obiettivo dell’Osservatorio è fornire a decisori e operatori del mondo della cultura strumenti concreti per ottimizzare l’accoglienza, prevedere i flussi ed elaborare politiche di prezzo eque».
I parchi archeologici: il traino del sistema culturale
Il dato più significativo riguarda la crescita complessiva dei flussi, trainata soprattutto dai parchi archeologici, che da soli hanno registrato oltre 10,2 milioni di ingressi, con una media superiore al milione per sito. Questo risultato conferma il ruolo centrale dei grandi attrattori nel sistema culturale nazionale e riapre il dibattito sulla distribuzione delle presenze tra mete iconiche e istituzioni di dimensioni minori.
Comportamenti d’acquisto: l’ascesa dell’online
Sul fronte dei comportamenti d’acquisto, la cassa fisica rimane il canale prevalente, ma scende al 56,5% nel 2025 (dal 62,9% del 2024), mentre l’online cresce al 36,8%. Nelle grandi venue il digitale diventa già dominante, con oltre il 59% degli acquisti effettuati via web e una significativa incidenza dei pagamenti dematerializzati. Nonostante la diffusione del digitale, l’Italia resta un Paese di prenotazioni “sotto data”: il valore più frequente della booking window – cioè la finestra di prenotazione – è pari a zero giorni, segno che la maggior parte dei visitatori acquista il biglietto il giorno stesso della visita. Un elemento che incide direttamente sulla pianificazione e gestione dei flussi.
Costo medio dei biglietti: confronto tra nord e sud
Il costo medio del biglietto intero cresce del 6%, passando da 10,32 a 10,97 euro. Il Lazio guida la classifica regionale con 14,34 euro, seguito da Piemonte e Campania, mentre l’Emilia-Romagna registra le tariffe più contenute. Resta centrale il turismo internazionale, che rappresenta circa il 70% dei visitatori: tra i mercati esteri, il Regno Unito supera gli Stati Uniti, segnando un cambio di equilibrio nella geografia della domanda.
Numeri che, come sottolinea Guido Guerzoni, confermano la necessità di politiche culturali fondate su analisi puntuali e strumenti data driven. In grado di coniugare sostenibilità economica e accessibilità.



