
La fiera, in programma dal 27 al 29 marzo (con preview il 25 e 26), riunisce quest’anno a Hong Kong 240 gallerie provenienti da 41 paesi
Art Basel Hong Kong conferma il ruolo della città come snodo strategico tra mercato occidentale e scena asiatica. In programma dal 27 al 29 marzo (con preview il 25 e 26), la fiera riunisce quest’anno 240 gallerie provenienti da 41 paesi. Il cuore della manifestazione resta il settore “Galleries”, dove si concentra una costellazione di blue-chip galleries che dominano il mercato internazionale. Tra queste spiccano mega-galleries come Hauser & Wirth, Gagosian, David Zwirner e Pace, presenze ricorrente nei principali appuntamenti Art Basel. Accanto a loro, molti altri protagonisti di primo piano come White Cube, Esther Schipper, Lelong & Co., Almine Rech.
Folta anche la schiera delle gallerie italiane che affrontano l’impegnativa trasferta, ben 12. A partire da Massimodecarlo, che proprio a Hong Kong ha uno dei suoi avamposti globali. Da Milano arrivano anche Cardi e Lia Rumma, da Torino Mazzoleni e Franco Noero, da Bologna Galleria d’Arte Maggiore G.A.M. E P420. Ci sono poi Alfonso Artiaco da Napoli, Minini da Brescia, Lorcan O’Neill da Roma, e le immancabili multilocate Continua e Tornabuoni. Accanto alla componente commerciale, l’edizione 2026 introduce nuovi dispositivi curatoriali, tra cui “Echoes”, dedicato alla produzione degli ultimi cinque anni, e “Zero 10”, focalizzato sull’arte digitale.



