
La monografica dedicata a Frangi si articola in quattro nuclei interconnessi che restituiscono la visione della ricerca recente dell’artista
Pensata in dialogo con gli spazi dell’ex convento domenicano, l’esposizione si sviluppa tra sale interne, quadriportico e chiostro, proponendo oltre quaranta opere tra dipinti, sculture e disegni. Al Museo San Domenico di Imola, dal 28 marzo al 5 luglio prende forma Vera da pozzo, mostra monografica dedicata a Giovanni Frangi e curata da Diego Galizzi e Marta Cereda. Un percorso che si articola in quattro nuclei interconnessi che restituiscono una visione ampia della ricerca recente dell’artista, tra natura, memoria e percezione.

Il titolo trova una traduzione concreta nell’intervento site-specific realizzato per il pozzo del chiostro: la “vera da pozzo”. Balaustra che protegge e al tempo stesso rivela la profondità, diventa metafora centrale del progetto. Un’immagine che richiama immersione e riemersione, e che riflette la tensione tra visibile e invisibile presente in tutta la pratica pittorica di Frangi. La mostra attraversa diversi cicli di lavoro: dalle Ninfee e dalle piante della serie Urpflanze, che emergono da fondi scuri e materici, fino ai cieli di The Sky is a Great Space – Panorama, dove fotografia e pittura si fondono in visioni sospese.

Più recente è il ciclo Cantando sotto la pioggia, in cui il segno essenziale costruisce paesaggi interiori. Mentre in Du côté de chez swan il movimento dei cigni si traduce in sequenze pittoriche che evocano il tempo e la sua inafferrabilità.





