
La contaminazione tra musica e arte visiva centrale nel progetto “Tu”, riflessione sul ruolo dell’artista nella società contemporanea
Il progetto “Tu” si sviluppa come il risultato di un percorso articolato che prende avvio dall’esperienza di Giuseppe D’Alessandro nel mondo della musica elettronica e indipendente. Fondatore della casa discografica londinese Apparel Music, attiva da circa sedici anni, D’Alessandro costruisce inizialmente la propria rete entrando in contatto con numerosi artisti e professionisti del settore creativo. A partire da questo contesto, il suo interesse si estende progressivamente alle arti visive: negli ultimi 8-10 anni intraprende un percorso come illustratore, sviluppando un linguaggio personale caratterizzato da figure stilizzate, spesso contraddistinte dalla presenza di un unico occhio, simbolo di una visione soggettiva e individuale.
Questo passaggio segna l’inizio di una contaminazione tra musica e arte visiva che diventerà centrale nel progetto “Tu”. Nel 2020, D’Alessandro amplia ulteriormente il raggio d’azione trasformando Apparel Music in una piattaforma editoriale attraverso il portale apparelmusic.com, che diventa uno spazio dedicato ad articoli e interviste nel campo dell’arte e del design. In questo contesto vengono coinvolti diversi artisti e creativi, questo lavoro di ricerca e dialogo consente a D’Alessandro di entrare in modo più diretto nel sistema dell’arte contemporanea. Un momento cruciale è rappresentato dalla mostra “Product Placement”, realizzata ad Amsterdam durante l’ADE.
In questa occasione, l’artista sviluppa una riflessione proprio sul ruolo dell’artista nella società contemporanea, concepito come un prodotto esposto e consumato. Le installazioni, composte da scatole che formano strutture simili a robot o contenitori, visualizzano concretamente questa idea. Da questa riflessione nasce il nucleo concettuale di “Tu”: se l’artista è diventato un prodotto, allora è possibile immaginare un prodotto che diventa artista. Parallelamente, D’Alessandro ritorna alla pratica musicale, riprendendo un’esperienza giovanile legata al canto e alla scrittura di brani (in ambito punk e ska).
Contenitore multidisciplinare
Dopo aver prodotto autonomamente alcune canzoni, il progetto prende forma. “Tu” viene quindi concepito come un “contenitore” multidisciplinare e presentato come un collettivo anonimo, scelta che mira a spostare l’attenzione dall’autore al processo e al messaggio. La sua prima manifestazione concreta è il lancio del singolo “Occupato”, accompagnato da una strategia promozionale originale: la realizzazione di modellini di automobili personalizzati per diverse radio italiane. Tra queste, la RAI (rappresentata da una Giulia), Radio Italia (con una Fiat 500), M2O (con la DeLorean di Ritorno al Futuro), RDS (con l’auto di KITT) e Radio 105 (con la Batmobile). Ogni oggetto è progettato come un dispositivo narrativo, dotato di un pulsante per l’ascolto del brano .

Parallelamente, il progetto si sviluppa sul piano visivo e performativo. Il videoclip di “Occupato-remix” viene realizzato dal fotografo e regista Fabrizio Spucches e coinvolge il collettivo Hangover, attivo nella scena underground milanese. Questo ambiente, caratterizzato da eventi ibridi che combinano musica techno, performance artistiche e pratiche come tatuaggi e hair styling, diventa parte integrante dell’immaginario di “Tu”. Il remix è firmato da Stylophonic, pseudonimo del DJ e producer di fama internazionale Stefano Fontana, noto per le sue collaborazioni con Jovanotti e Caparezza e da sempre punto di riferimento per l’elettronica più underground.
Un ulteriore elemento distintivo è la creazione della maschera del progetto, realizzata in collaborazione con il Laboratorio Reciclo Pelle (LRP), che lavora con materiali di recupero. La maschera rappresenta la concretizzazione dell’idea di “artista-prodotto” in forma umana e si inserisce coerentemente nell’estetica sviluppata da D’Alessandro .
Infine, “Tu” si espande nella produzione di oggetti artistici interattivi: tra questi, la Tularoid (una Polaroid in carta), mini videogiochi, giradischi in miniatura e strutture componibili che funzionano anche come lampade. Questi oggetti, spesso realizzati in materiali ecosostenibili, sono pensati per essere assemblati dall’utente, che diventa così parte attiva del processo creativo .
Esperienza
Il progetto “Tu” nasce come una provocazione, ma anche come una risposta concreta a un sistema che negli ultimi anni ha spinto sempre più verso la costruzione di figure artistiche fortemente identitarie, riconoscibili, spesso ridotte a simboli commerciali. In questo contesto, “Tu” si propone come il primo “artista-prodotto” che sceglie di non esistere come individuo, ma di manifestarsi esclusivamente attraverso l’opera. Non è un caso che la sua definizione sia chiara e quasi filosofica: “Tu” non è una persona.

“Tu” è percezione, riflesso, possibilità. Non c’è un volto da seguire, una biografia da raccontare o una narrazione personale da costruire. Al contrario, tutto si sposta sull’esperienza. La scelta di eliminare l’identità non è un gesto casuale, ma il cuore della visione di D’Alessandro e del team creativo che gravita attorno al progetto. «L’idea non è creare un nuovo artista, ma togliere l’artista dal centro», è la filosofia che attraversa “Tu”. In un panorama dominato dall’ego e dall’esposizione continua, il progetto prova a invertire il paradigma: non più l’io che si racconta, ma un’esperienza che si offre.
“Tu” si afferma come un progetto artistico trasversale, capace di superare i confini del linguaggio musicale per intrecciarsi con le arti visive e la moda. In questa prospettiva, ogni elemento – suono, immagine, estetica, identità visiva – diventa parte di un unico racconto. Giuseppe D’Alessandro lo concepisce come una piattaforma aperta, in cui discipline diverse dialogano costantemente. Non un progetto chiuso, ma un sistema in evoluzione capace di adattarsi e trasformarsi nel tempo, in esso ogni elemento è linguaggio: il suono, l’immagine, l’estetica, la direzione visiva, la costruzione simbolica del progetto. Non esiste una gerarchia, ma una rete di connessioni.
Sensibilità contemporanea
Questo approccio riflette una sensibilità contemporanea, in cui le discipline si contaminano e i confini si dissolvono. È lo stesso terreno in cui si muovono le nuove generazioni creative, sempre meno interessate alle categorie rigide e sempre più orientate verso forme ibride. La chiave artistica di “Tu” può essere sintetizzata come una pratica della soglia.
La chiave artistica di “Tu” può essere sintetizzata come una pratica della soglia. Tra presenza e assenza, tra individuo e collettività, tra mercato e ricerca, tra interno ed esterno. È in questo spazio intermedio che il progetto trova la sua forza. Non nella risoluzione delle contraddizioni, ma nella loro attivazione. “Tu” è un vero e proprio dispositivo culturale, un luogo in cui non si consuma semplicemente un prodotto, ma si attraversa un’esperienza. Un luogo in cui l’artista non si impone, ma si dissolve — lasciando spazio a qualcosa di più ampio, più instabile, ma anche più condiviso. E forse è proprio qui il punto più radicale del progetto: non chiedere “chi è Tu?”, ma “dove accade Tu?”. Non nell’identità di qualcuno, ma nell’esperienza di chiunque.





