
Alla galleria Erica Ravenna, Materia Madre/Lingua Madre, il progetto espositivo curato da Benedetta Carpi De Resmini
C’è tempo fino al 30 settembre 2026 per scoprire, negli spazi romani della galleria Erica Ravenna, Materia Madre/Lingua Madre, il progetto espositivo curato da Benedetta Carpi De Resmini. La mostra si sviluppa come un territorio instabile, un paesaggio in cui la natura smette di essere un fondale inerte da descrivere e diventa una presenza viva, che respira, resiste e si rigenera da sé. Il cuore del percorso di mostra è il dialogo tra la materia — intesa come matrice generativa di tutto ciò che vive — e il linguaggio inteso come un processo continuo di traduzione e cambiamento.
In questa indagine, la terra domina la scena come il luogo primario di ogni metamorfosi. Non è una superficie immobile sotto i nostri piedi, ma un corpo vivo che accoglie e metabolizza il tempo, dove la decomposizione e la genesi si sovrappongono continuamente. In questo senso, cambiare forma diventa l’unica strategia per sopravvivere e continuare a significare. C’è un legame profondo e invisibile che unisce la materia che pulsa al bisogno umano di darle un nome, un confine instabile tra ciò che cresce spontaneamente e ciò che viene costruito o catalogato. I quattro artisti invitati lavorano proprio in questa fessura, muovendosi sotto la superficie tra segno, gesto e simbolo.
Come afferma la curatrice, la mostra funziona come un «ecosistema di mutazione: uno spazio in cui forme, parole e immagini si disgregano e si ricompongono continuamente, mentre la natura riscrive senza sosta la propria grammatica. La trasformazione non è soltanto un immaginario poetico, ma un principio ecologico: adattamento, rigenerazione, persistenza».
Cyril de Commarque: archeologie del futuro e memorie dell’Antropocene
Il viaggio comincia con Cyril de Commarque, che apre il percorso con opere su carta e una scultura in legno. L’artista traduce dati ambientali e visioni di un mondo pre-umano in forme scultoree essenziali. Se Il legno porta con sé la memoria fisica dei territori da cui proviene, le forme bulbose dei disegni, fitte di radici e germogli, evocano invece ecosistemi originari e possibili forme di sopravvivenza dentro i mutamenti dell’Antropocene.

Laura Pugno: la materia instabile e il rifiuto del controllo
Laura Pugno, con la serie Persuasioni, sceglie invece la sabbia come materiale pittorico per raccontare le piante costiere e il loro fragile equilibrio tra il restare e lo svanire. La sabbia, fondamentale per la vita di queste specie ma per sua natura impossibile da trattenere, sfugge al controllo e mostra la precarietà di ogni tentativo umano di dominare l’ambiente. Il lavoro di Pugno rifiuta l’imposizione: nasce da un dialogo autentico con i ritmi della natura, non da un atto di forza.
Lucia Veronesi: grammatiche della sparizione e dizionari vegetali
La ricerca di Lucia Veronesi si concentra invece su ciò che scompare: forme, parole, specie e memorie. In The plants you kill are doing quite well, l’artista ridà visibilità a piante che credevamo estinte e che sono riemerse sotto nuovi nomi. Attraverso la pazienza del ricamo, il linguaggio si fa poesia visiva e genera un nuovo vocabolario vegetale. Veronesi costruisce una grammatica fragile, dove l’estinzione non è solo un fatto biologico, ma una perdita culturale e simbolica profonda.
Gaia Scaramella: la fragilità dell’essere tra protezione e limite
A chiudere il percorso espositivo è l’artista Gaia Scaramella, che usa la materia per creare cortocircuiti tra ironia, vulnerabilità e critica sociale. Nella serie Matribus, piccole figure umane spuntano da elementi in ceramica, sospese tra la nascita e la caduta. L’artista crea una comunità di esseri fragili che cercano protezione in strutture ambigue: un nido che sembra un oggetto di design, un grembo che diventa un dispositivo di controllo. Per Scaramella questa è l’allegoria della nostra condizione contemporanea, in cui ciò che ci protegge può al tempo stesso bloccarci, e ogni legame rivela sia la nostra debolezza sia la nostra necessità di relazione.



