26 Settembre 2026 01:15

Un’opera a settimana. “GESTI PLASTICI” di Francesco Impellizzeri

Francesco Impellizzeri, GESTI PLASTICI (installazione), 2015-2020, acrilico e foto stampate su banner, diametro 85 cm
Francesco Impellizzeri, GESTI PLASTICI (installazione), 2015-2020, acrilico e foto stampate su banner, diametro 85 cm
Se chiedessimo agli artisti di scegliere un’opera della loro produzione e raccontarcela, cosa accadrebbe? Con “Un’opera a settimana” vi proponiamo un format di iconografia e iconologia incentrata sulle più interessanti espressioni del contemporaneo. Protagonista di questo settimo appuntamento è Francesco Impellizzeri

Una rubrica di iconografia e iconologia che mette al centro la creazione artistica contemporanea. È questo il focus di “Un’opera a settimana”, format di ArtsLife che invita gli artisti a scegliere un’opera della propria produzione, e a raccontarla ai lettori svelandone ispirazione, processo creativo, significati reconditi, aneddoti che solitamente non vengono rivelati. Una riflessione sull’arte attraverso l’arte, per un’indagine che aspira a carpire l’universale per mezzo del particolare. E, forse, a conoscere più da vicino gli artisti, spingendosi oltre l’“usuale” contesto delle mostre.

Francesco Impellizzeri. Foto di Michele Abramo
Francesco Impellizzeri. Foto di Michele Abramo

In questo appuntamento, Francesco Impellizzeri ci racconta GESTI PLASTICI.

Da tanti anni colleziono oggetti di svariati tipi e forme. Hanno attirato la mia attenzione, catturato la mia curiosità, ma in qualche modo anche parlato, come se volessero condividere la loro storia con la mia. Li ho disposti su mensole, poggiati su mobili o dentro numerose vetrine e suddivisi per tipologie, periodi storici e materiali che li compongono.

Per realizzare i GESTI PLASTICI alcuni di questi oggetti sono stati messi in dialogo tra loro: li ho fotografati, selezionati e fatti stampare su banner colorati. Un testo di quattro parole formato da quattro o cinque lettere, e dipinto con pallini argentati, ruota attorno all’immagine come gioco di parole: un mantra che irride e la rappresenta dentro una forma volante. La gestazione è stata lunga: prima per la scelta degli elementi che esprimessero un senso critico, e poi per le poche parole che potessero girare ludicamente attorno alle immagini.

Il mio quaderno d’appunti si era riempito si schizzi e testi ironici da valutare e poi scegliere. Come nelle performance, in cui le canzoni rivelano il mio approccio analitico nei riguardi della nostra società, e nei “Pensierini” attraverso testi travestiti d’infantilità, anche in questo caso è stata la parola a supportare la giocosità dell’immagine. Questa elaborazione è così diventata una grande istallazione fatta di dodici elementi liberi di planare sulle pareti, come fazzoletti pregni di pensieri o come aquiloni contenenti un policromo monito. Come nel famoso libro di Khaled Hosseini, i rombi colorati contengono ricordi e frammenti di memoria da recuperare, anche i miei GESTI PLASTICI sono un racconto che un po’ mi rappresenta e attraverso cui è possibile riconoscere le nostre fragilità che, mediante la costruzione di un pensiero, cercano di liberarsi da una rete composta da obsolete e anodine sovrastrutture.

Leggi “Un’opera a settimana” su ArtsLife

1 – La Conversione di San Paolo di Marcello Maloberti
2 – 1943 di Jacopo Benassi
3 – Il fazzoletto della vera icona di Luigi Presicce
4 – LA NUBE di Eleonora Roaro
5 – Succubi e Supplizi di Francesco De Grandi
6 – Com’è il cielo in Palestina? di Giovanni Gaggia