
Pace gallery, dopo l’annuncio dei tagli della settimana scorsa, riporta di aver messo in affitto il suo spazio londinese (circa 800 metri quadrati) a Hanover Square, con l’intenzione di trasferirsi in una sede più piccola e “meno corporate”, ha dichiarato al Financial Times l’amministratore delegato Marc Glimcher.
Sebbene Glimcher non abbia confermato le voci di ulteriori licenziamenti a Londra, ha elogiato “quanto siano stati compatti i team delle nostre gallerie in Corea, Tokyo e Berlino. Questo è sicuramente il modello per noi“. La galleria ha inoltre dichiarato che intende mantenere le sue sette sedi fisiche nel mondo, pur “revisionandole“.
Come riportato da ARTnews, dall’annuncio della scorsa settimana di un taglio di circa 50 posti di lavoro e dell’abbandono di circa 50 artisti, tra il personale e gli artisti della Pace regna l’incertezza. La filiale londinese della Pace aveva inaugurato il suo spazio a doppia altezza, rinnovato da Jamie Fobert Architects, nell’autunno del 2021. La decisione di ridimensionare la galleria ha suscitato consensi ma anche critiche: secondo alcuni degli artisti abbandonati, è difficile conciliare la retorica dell’artista al primo posto con la scelta di tagliare le rappresentazioni anziché ridurre l’impronta globale della galleria. Sul magazine, un artista che ha voluto rimanere anonimo, ha dichiarato: “Glimcher ha contribuito a creare il panorama che ora dice di criticare“.





