
Il top lot delle aste organizzate in questa prima parte dell’anno è stato il manoscritto appartenuto alla principessa Ippolita Maria Sforza, Ad Urbe Condita di Tito Livio. E ancora, trainano le vendite Joseph Albers e Leonor Fini. Ecco come è andata secondo la Direttrice de Il Ponte Casa d’Aste, Rossella Novarini
18.125.159 euro di fatturato complessivo; 78 aste tenute; 84% di lotti venduti; 11.271 lotti offerti; 835 di venduto per valore. Sono questi i numeri che contraddistinguono il primo semestre 2026 de Il Ponte Casa d’Aste, con numerosi dipartimenti che hanno superato il milione di euro di fatturato.
Gioielli, Arte Moderna e Contemporanea, Arte Antica, Libri e Manoscritti, Arti decorative del ’900 e Design hanno infatti traghettato la Casa d’Aste verso risultati più che positivi, e proprio dai dipartimenti di Libri e Manoscritti e Arte Moderna e Contemporanea provengono i tre top lot del semestre. Si tratta del manoscritto ritrovato della principessa Ippolita Maria Sforza, Ad Urbe Condita di Tito Livio, risalente alla metà del XV secolo, venduto a 537.600 euro (con stima iniziale di 280.000 – 350.000 euro. E ancora, Study for Homage to the Square: Full Tenor di Joseph Albers (1959), stimato 200.000-300.000 euro e battuto per 384.000 euro. Si aggiunge al podio anche Portrait d’Italo Svevo di Leonor Fini (1928) che, con stima di 15.000-25.000 euro, è stato venduto a 358.400 euro.
Il primo semestre 2026 de Il Ponte Casa d’Aste. Il commento della Direttrice Rossella Novarini
I risultati di ogni asta, di ogni semestre, sono frutto di un continuo impegno e di una continua conquista: infatti, nulla è prevedibile e nulla è scontato nel mercato attuale. Il Ponte da due anni gode di un punto di osservazione privilegiato, essendo diventato parte integrante del Millon Auction Group (MAG), il quale, nei primi sei mesi dell’anno, ha raggiunto un fatturato aggregato di 96,3 milioni di euro (diritti inclusi), registrando una crescita del 36,4% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente.
“Responsabilità e credibilità” sono da sempre i principi fondanti su cui Il Ponte ha costruito la sua storia e su cui poggia la propria presenza europea attraverso il Gruppo Millon. Valori che, da oltre cinquant’anni, hanno guidato la nostra crescita sul mercato nazionale, su cui abbiamo costruito la nostra reputazione e che rendono possibile ogni nuova fase di sviluppo. L’obiettivo è sempre e solo quello di meritare e accrescere la fiducia dei clienti (venditori e acquirenti); una fiducia che ci sta portando ad avere un ruolo di rilievo come intermediari nella valorizzazione del patrimonio artistico nel mondo.
E per consolidare questa fiducia non possono mancare gli investimenti in infrastrutture e in servizi, ampliando l’offerta e l’eccellenza delle competenze. Da gennaio a luglio 2026 Il Ponte ha organizzato 78 aste nelle due sedi milanesi di Palazzo Crivelli e Via Medici del Vascello: ben 10 appuntamenti in più rispetto allo stesso periodo del 2025, presentando 11.271 beni attraverso 28 dipartimenti, puntando su specializzazioni in continua espansione che si rivolgano a sempre più mercati e forme collezionistiche.
Questa intenzione richiede molta expertise a livello di Gruppo e, quindi, l’interconnessione strettissima tra esperti italiani e francesi – un confronto con specialisti a livello internazionale per accrescere l’autorevolezza da offrire tanto al circuito privato quanto a quello istituzionale.

Lotto 101
Il manoscritto ritrovato della principessa Ippolita Maria Sforza. TITO LIVIO. (59 a.C – 17 d.C.) – AB URBE
CONDITA. PRIMA DECADE. Manoscritto miniato su pergamena, metà del XV secolo.
Stima € 280.000 – € 350.000
Venduto € 537.600
Courtesy Il Ponte Casa d’Aste
Ed è proprio grazie ai rapporti sempre più consolidati con esponenti nell’ambito museale e della ricerca che il 2026 ha debuttato con la straordinaria vendita per 537.600 euro del Tito Livio appartenuto alla Principessa Ippolita Maria Sforza (top lot del semestre). Un appuntamento d’asta con cui il Dipartimento di Libri e Manoscritti, oltre a raggiungere un nuovo record di fatturato per singola vendita, ha dato prova della competenza maturata anche nel gestire con successo beni già dichiarati di interesse storico e artistico.
Il Ponte nell’arco di questi sei mesi ha condotto una serie di operazioni che evidenziano la capacità dei nostri esperti di interagire con le Soprintendenze e i principali interlocutori istituzionali, favorendo così l’immissione sul mercato italiano di opere sottoposte a vincolo attraverso percorsi pienamente trasparenti e tracciabili. Un’attività che contribuisce alla salvaguardia del patrimonio culturale e, allo stesso tempo, offre ai proprietari dei lotti l’opportunità di una collocazione adeguata sul mercato, preservando il pieno rispetto delle esigenze conservative dei beni.
Un ulteriore e importante esempio di questa sinergia è stato la vendita del raro Album Vallardi (102.400 euro), appartenuto al noto editore milanese Giuseppe Vallardi, presentato in occasione dell’asta di Arredi e Dipinti Antichi di marzo e successivamente donato da Fondazione EQUITA all’Accademia di Belle Arti di Brera in occasione del 250° anniversario dell’istituzione. Si tratta di uno dei più importanti nuclei di disegni neoclassici dell’artista Giuseppe Bossi, comprendente anche tre fogli attribuiti dal professor Fernando Mazzocca ad Andrea Appiani, proprio nell’ambito degli studi condotti in vista dell’inserimento a catalogo. A distinguersi nella stessa vendita anche un rarissimo arazzo manifattura di Oudenaarde a “Feuille de Chou”, del secolo XV-XVI (96.000 euro).

Lotto 75
Josef Albers “Study for Homage to the Square: Full Tenor” 1959, olio su masonite, cm 45,7×45,7.
Stima € 200.000 – 300.000
Venduto € 384.000
Courtesy Il Ponte Casa d’Aste
Analogo percorso ha contraddistinto anche l’asta di Arte moderna e contemporanea di maggio, che ha visto tra i principali protagonisti Portrait d’Italo Svevo di Leonor Fini (358.400 euro), acquisito dalla Fondazione CRTrieste quale testimonianza unica della cultura mitteleuropea triestina e di due dei suoi più illustri protagonisti. Sempre di assoluto rilievo museale anche la vendita di Study for Homage to the Square: Full Tenor di Josef Albers (384.000 euro), opera che va a confermare ulteriormente l’autorevolezza del dipartimento quale riferimento italiano per la proposta di artisti e opere di levatura internazionale.
Nella stagione primaverile i comparti di Gioielli e Orologi da collezione hanno raggiunto un fatturato congiunto superiore a 5,6 milioni di euro. Particolarmente rilevanti gli esiti per due anelli in platino, di cui uno impreziosito da un diamante ottagonale di 20,52 ct. (189.000 euro) e l’altro con zaffiro ottagonale di 7,77 ct. (132.300 euro), mentre nell’ambito dell’orologeria ha spiccato la vendita del Patek Philippe Nautilus Ref. 7018/1A-10 (57.600 euro).
La pittura e la scultura dell’Ottocento continuano la scalata alla ripresa del settore affidandosi alla proposta di opere e di artisti di assoluta e straordinaria qualità, purtroppo a lungo rimasti relegati in una sorta di nicchia territoriale e quindi meno noti ai circuiti di visibilità nazionale. È il caso di Giuseppe Biasi da Teulada che con Ballu tundu (64.000 euro) stabilisce un nuovo record e di Giovanni Battista Galizzi con La baraonda (51.200 euro): due maestri che meritano appieno il riconoscimento del mercato e del collezionismo.

Lotto 14
Leonor Fini “Portrait d’Italo Svevo” 1928, olio su tavola, cm 54×45,5.
Stima € 15.000 – 25.000
Venduto € 358.400
Courtesy Il Ponte Casa d’Aste
Arti decorative del ’900 e Design con la proposta di un importante nucleo di arredi progettati da Ico Parisi tra la fine degli anni Quaranta e i primi anni Cinquanta per una residenza comasca, inclusiva di rare versioni prototipali realizzate da Ariberto Colombo, tra cui la coppia di poltrone a uovo modello 813 (20.480 euro) si guadagna le luci della ribalta nella sessione di un giugno insolitamente caldo. Particolarmente contesi anche gli arredi provenienti dall’appartamento monzese di Aurelio Zanotta, progettato da Jonathan De Pas, Donato D’Urbino e Paolo Lomazzi, e la Conoid Bench di George Nakashima (25.600 euro), insolita apparizione sul mercato d’asta europeo.
Non mancano le performance per i dipartimenti meno diffusi che puntano molto sull’integrazione tra Il Ponte e il Gruppo Millon, al fine di favorirne l’ampliamento e la divulgazione. È il caso dei cataloghi co-curati nel Fashion Vintage, dove due capitali della moda come Milano e Parigi sono in grado di intercettare capi firmati dalle maison più ricercate.
Quindi Comic Art, di cui è stato presentato il primo catalogo nato dalla collaborazione tra le sedi di Milano, Parigi e Bruxelles, con alcune peculiarità come la raccolta di Milo Manara dedicata a Valentino Rossi e a seguire il comparto delle Arti Asiatiche – orientale, islamica e indiana – che tra le vendite migliori vede quella di un raro bruciaprofumi con marchio imperiale dinastia Ming (17.920 euro). Tengono il passo anche Filatelia e Numismatica, presentando esemplari rari e ricercati. Infine Sport, un settore dove lo scambio tra esperti è molto serrato e ciò ha contribuito al successo della vendita parigina da record “Football” (maggio 2026 – fatturato di oltre 1,3 milioni di euro) con alcuni esemplari provenienti dall’Italia, come il pallone ufficiale della finale dei Mondiali 1982 (42.900 euro): Italia e Germania, appartenuto alla collezione di Antonio Cabrini.
È con lo spirito di quel mondiale così tanto italiano e, allo stesso tempo, così tanto globale che affrontiamo la seconda parte dell’anno a Il Ponte: con un calendario ricco di proposte, nuove sfide e appuntamenti. Ogni asta è una meravigliosa opportunità per scendere in campo, giocare la propria partita al meglio, coinvolgere ed esaltare il pubblico, continuare a eccellere.



