20 Settembre 2026 22:01

Francia: in Borgogna il furto di un collare in oro in pieno giorno

Dettaglio del Torque celtico rubato al Musée du Pays Châtillonnais

Il collare celtico di 2.500 anni fa era conservato nel Musée du Pays Châtillonnais. I ladri sono entrati pagando il biglietto, per poi infrangere la teca e fuggire dall’ingresso principale in pochi minuti

Arsenio Lupen, o chi per lui, di nuovo in azione in Francia: un collare d’oro di 2.500 anni fa, uno dei pezzi più importanti del tesoro archeologico di Vix, è stato rubato questo fine settimana in pieno giorno dal Musée du Pays Châtillonnais – Trésor de Vix, a Châtillon-sur-Seine, in Borgogna. I ladri, secondo le prime ricostruzioni di Le Parisien e France 3, sono entrati nel museo intorno alle 10:30 pagando il biglietto d’ingresso come normali visitatori. Hanno poi infranto la teca che conteneva il collare e sono fuggiti dall’ingresso principale. Il tutto, ovviamente, in pochi minuti.

Il museo, che custodisce il tesoro scoperto nel 1953 ai piedi del Mont Lassois, nei pressi del villaggio di Vix, aveva già subito due tentativi di furto notturno negli ultimi otto mesi, entrambi falliti. A seguito di quegli episodi, l’istituzione aveva investito circa 150.000 euro in nuove telecamere di sorveglianza, rilevatori di movimento e rilevatori di porte. Misure che, evidentemente, non sono bastate. «Nonostante queste misure, i responsabili hanno dimostrato un’organizzazione, una rapidità di esecuzione e una determinazione che hanno permesso loro di portare a termine l’azione», ha dichiarato il sindaco di Châtillon-sur-Seine, Jérémie Brigand, aggiungendo che il Torque ha un valore «inestimabile, è un pezzo unico al mondo. E al di là del valore dell’oro, è un pezzo storico del patrimonio di Châtillonnais».

Un pezzo unico

Il torque è un collare celtico in oro a 24 carati, del peso di poco più di 450 grammi, risalente al VI secolo a.C. Fu scoperto sul cranio della “Dama di Vix”, una donna di alto rango sepolta tra il 470 e il 460 a.C., in una tomba ricca di oggetti preziosi, tra cui il celebre cratere di Vix, proveniente dalla colonia greca di Sybaris, nell’Italia meridionale, e la phiale d’argento, il più antico vaso in argento trovato a nord delle Alpi. Inizialmente scambiato per un diadema, il torque venne in seguito identificato come un collare indossato da un membro dell’aristocrazia. La sua collocazione sul cranio della defunta è probabilmente dovuta al crollo della tomba poco dopo la sepoltura.

Il pezzo riflette una mescolanza di culture: il disegno è celtico, a forma di arco con estremità a zampa di leone, ma su ogni zampa è raffigurato Pegaso, il cavallo alato della mitologia greca, simbolo dell’influenza ellenica nella regione. Accanto, due sfere a forma di pera rappresentano il sole secondo l’iconografia celtica. Il museo sottolinea che il torque «attraverso i suoi elementi iconografici e il metodo di fabbricazione, riflette una mescolanza di culture e un trasferimento di tecnologia, illustrando i vivaci scambi commerciali in Europa alla fine della prima età del ferro».

Il caso di Vix, per la rapidità e per la preparazione dei ladri, sembra seguire lo stesso copione del furto del Louvre: obiettivi di alto valore, musei con sistemi di sicurezza inadeguati, furti in pieno giorno. Resta da vedere se le autorità riusciranno a recuperare il pezzo prima che venga fuso…e dati i precedenti, questa sembra già la più remota delle ipotesi.