20 Settembre 2026 22:37

Xilema: Maria Calderara in dialogo con Elisabetta Di Maggio

Xilema, SS27, Maria Calderara – Elisabetta di Maggio

Dopo le collaborazioni con Fondazione Manzoni, Satoshi Hirose, Antonio Scaccabarozzi, Eugenio Tebaldi, Tomaso Binga, Maria Calderara incontra Elisabetta di Maggio, e il risultato si presenta alla Milano Fashion Week

La designer Maria Calderara presenta la sua nuova collezione, Xilema SS27 – nata in dialogo con Elisabetta Di Maggio –, in occasione della Milano Fashion Week (preview il 25 settembre , dalle 14.30 alle 17.30) allo spazio SPAZIO maria calderara in Via Lazzaretto, 15 a Milano. “Dialogo” è la parola chiave, per un progetto che prevede il discorso ma soprattutto l’ascolto. Dal dialogo, dall’ascolto reciproco tra la designer Maria Calderara e l’artista Elisabetta di Maggio hanno preso forma gli abiti e i gioielli della nuova collezione

Maria Calderara non è nuova a un lavoro di questo tipo e dopo le collezioni create dialogando con l’opera di artisti quali Luca Maria Patella, Piero Manzoni, Satoshi Hirose, Antonio Scaccabarozzi, Eugenio Tebaldi, Tomaso Binga, affronta ancora il rischio dell’incontro, perché ogni incontro porta con sé la possibilità dell’incomprensione, dell’assimmetria – gli artisti fragili non amano questi rischi e preferiscono ascoltare solo il suono della propria voce. Ma per ampliare i confini della propria creatività, per sondare nuove possibilità, per conoscere nuovi aspetti di sé e del mondo, per sfidare la propria capacità di invenzione non c’è altro modo che il confronto con gli altri e il dialogo. Il premio di ogni dialogo è sempre una “scoperta”, a volte vertiginosa, come in questo caso: la scoperta di un’affinità poetica, di un reciproco riconoscimento, di una vera e propria agnizione.

La Collezione Xilema SS27 è nata in dialogo con Elisabetta Di Maggio. Il lavoro dell’artista si fonda sulla conoscenza profonda e sul rispetto dei materiali – spesso naturali – che impiega; sulla cura e la lentezza del gesto, per questo l’intaglio è la sua tecnica d’elezione, una pratica che prevede fermezza e insieme dolcezza, una pazienza e una minuzia simile a quelle necessarie al ricamo; un’attenzione al particolare e un occhio capace di cogliere e svelare le trame segrete, invisibili della materia. La mano di Elisabetta Di Maggio si muove nella convinzione che il gesto può condurre alla conoscenza attraverso un processo di sottrazione, emersione e disvelamento.

Xilema, SS27, Maria Calderara – Elisabetta di Maggio

Tutto questo si trova anche nella prassi creativa di Maria Calderara, declinato nelle forme e nei modi del disegno di abiti e gioielli, diverso negli esiti formali ma intimamente affine: «Lavorando immersa nell’universo di Elisabetta – scrive Calderara nelle note che accompagnano la collezione – alcune sue immagini sono entrate nel mio inconscio creativo».

In questa affinità prende forma la collezione in cui i volumi si creano per sovrapposizione e accostamento di materiali e tessuti; gli abiti stampati richiamano le trame dei grandi intagli di Di Maggio e i ricami riportano a trame biologiche e a pattern naturali.

Il richiamo alla morfologia naturale è necessario anche perché la natura non conosce la differenza tra struttura e ornamento – una differenza imposta al nostro sguardo dagli architetti modernisti –, in questa libertà dalla gerarchia che governa la prassi progettuale Maria Calderara trova lo spazio per aprire le forme a incessanti metamorfosi «attraverso asimmetrie, trasparenze e stratificazioni. Le camicie possono essere indossate al rovescio mostrando l’altro volto del ricamo manuale; sovrapposte rivelano un gioco di doppi. Il sottile filo metallico che attraversa il tessuto di abiti e ampie gonne ne asseconda il movimento e, al contempo, ne conserva la traccia, come memoria del gesto di chi li indossa».

Xilema, SS27, Maria Calderara – Elisabetta di Maggio

Se le forme sono aperte e mutevoli, la gamma cromatica è invece ridotta – diversi toni di bianco, nero in opposizione, con innesti khaki o azzurri, percorsi da lampi di rosso – questa economia accentua il movimento dei tessuti, dei volumi e dei gioielli che si intrecciano tra loro e nei corpi, in trame che potremmo “deleuzianamente” definire rizomatiche: «il rizoma non è fatto di unità, ma di dimensioni o piuttosto di direzioni in movimento. Non ha inizio né fine, ma sempre un centro dal quale cresce e deborda».

Al movimento ci riporta il titolo della collezione: Xilema è il tessuto vascolare che trasporta l’acqua e le sostanze nutritive dalle radici alle foglie, un movimento di cui è intriso il mondo vegetale, un movimento invisibile, necessario e vitale che “non ha inizio né fine”.

Al movimento ci riporta ancora l’idea del dialogo – letteralmente, il discorso che “passa attraverso” due persone – dello scambio, del procedere intrecciando, tessendo in un gioco libero e infinito pensieri e parole, un movimento a cui sono invitati anche coloro che indosseranno gli abiti e i gioielli creati da Maria Calderara dialogando con Elisabetta Di Maggio.