16 Ottobre 2026 23:53

Anima Mediterranea. Renato Guttuso a Roma

Renato Guttuso, Fichi d’India
Renato Guttuso, Fichi d’India
Il Museo storico della Fanteria ospita un corpus di sessanta opere per indagare la forza espressiva e l’impegno civile di Guttuso

Il Museo storico della Fanteria a Roma ospita la mostra antologica Renato Guttuso. Anima Mediterranea, a cura di Vittorio Sgarbi con Marina Giordano. Un corpus di circa sessanta opere per indagare la forza espressiva e l’impegno civile dell’artista siciliano. Anche se i due curatori nell’affrontare la figura dell’artista partono da presupposti teorici diversi: per Sgarbi la pittura di Guttuso nasce da una immersione tout court nella realtà vissuta; la terra d’origine si fa linguaggio fornendogli l’intensità espressiva dei suoi elementi cromatici, la corporeità del segno pittorico.

Per la Giordano l’«anima mediterranea» è un organismo concettuale che trascende la semplice realtà geografica. Intrepretando la Sicilia come il ceppo visivo archetipico, un contenitore emotivo che l’artista esprime sulla tela. Alla fine si incrociano sull’idea di fondo dell’esposizione: l’impossibilità di separare l’uomo, la sua terra e la sua arte. La mostra è costituita da oli, disegni, acquerelli e incisioni realizzati dagli anni Trenta agli anni Ottanta del Novecento. L’allestimento, curato da Ezio Pagano, si sviluppa in cinque nuclei tematici.

Volti

Non sono concepiti come fedeltà assoluta al modello. Sono percorsi di memoria, trame di affetti, di relazioni. Tra questi c’è il Ritratto di Mimise con il cappello rosso. Un cappello trionfante con i marcati segni stratificati domina la composizione immersa nel rosso. Come indica lo stesso titolo. Immersione interrotta dalla collana e da una piccola rosa bianca appuntata sull’abito. Del soggetto raffigurato, la moglie dell’artista Mimì “Mimise” Dotti, Guttuso mette in evidenza un solo occhio appena abbassato e le labbra carnose leggermente socchiuse, conferendo allo sguardo un’impostazione raccolta.

Renato Guttuso, La pesca del pesce spada, 1949
Renato Guttuso, La pesca del pesce spada, 1949
Sicilia

Un omaggio che Guttuso dedica alla sua terra d’origine in cui i colori aspri e la solarità dell’isola diventano protagonisti, con opere fondamentali come La pesca del pesce spada del 1949. La dura ritualità quotidiana di un lavoro umile acquista una dimensione quasi mitica. Nell’opera il tocco espressionista e la lezione di Picasso si fondono con i richiami alla pittorica meridionale e caravaggesca: nel contrasto di luce, e nella connotazione drammatica; L’Eruzione dell’Etna. Nel quadro c’è tutta l’energia tellurica e vulcanica del paesaggio siciliano.

Di fronte all’inarrestabile incandescente spettacolare sinuosa lava, in primo piano, alcune figure scure viste di spalle rimandano al celebre Viandante sul mare di nebbia di Caspar David Friedrich, amalgamando paura, bellezza e il senso del “sublime” romantico.

La notte di Gibellina (1968/1970), un’opera intensa e drammatica dettata dal tragico terremoto del Belice. Drammaticità accentuata dalla contrapposizione d volumetrica e dall’imponente sagoma femminile in primo piano immersa nel nero: dolente luttuosa rassegnata quasi senza volto

Renato Guttuso, Ritratto di Mimise con il cappello rosso, 1940
Renato Guttuso, Ritratto di Mimise con il cappello rosso, 1940
Natura viva e nature morte

Una reinterpretazione del genere in chiave squisitamente mediterranea, densa di cariche simboliche e accostamenti cromatici accesi. Il fico d’india, una pianta che punge ma nutre, nel suo contrasto tra il frutto dolce e succoso e le pale dure, coriacee e spinose che Guttuso dipinge senza profondità prospettica, è reso mediante pennellate geometriche, e incarna una metafora molto efficace della Sicilia. Chiave di lettura della sua peculiarità.

In Luigi Pirandello il fico d’India è una calzante metafora dell’uomo: la buccia spinosa è la Maschera. La corazza distaccata o il grottesco che ogni soggetto deve mostrare in pubblico per non soccombere. La polpa è l’Essenza. Richiama l’interiorità, il suo io che l’uomo custodisce gelosamente sotto i “mille aghi” delle convenzioni e delle ipocrisie.

Renato Guttuso, Eruzione dell’Etna, 1983
Renato Guttuso, Eruzione dell’Etna, 1983
Artista e società

Racconta il Guttuso impegnato, la dimensione sociale e politica della sua pittura neorealista attenta ai lavoratori e alle lotte civili. La sezione include l’Omaggio a Picasso – Colombe, un’acquaforte che simboleggia il profondo legame intellettuale, politico e artistico che lo unisce a Pablo Picasso a partire dal loro primo incontro avvenuto nel 1947. Che crea la sua celebre colomba in occasione del Congresso mondiale della Pace a Parigi nel 1949. Guttuso si riappropria del soggetto, ne riprende l’iconografia ma la inserisce nella propria cifra stilistica, tra realismo ed espressionismo. L’artista siciliano elimina dalle colombe il tradizionale ramoscello d’ulivo per la sua indole biblico religiosa.

Renato Guttuso, Donna con sciarpa, 1976
Renato Guttuso, Donna con sciarpa, 1976
Il femminile

La sezione comprende Donna con sciarpa realizzata nel 1976. Tecnicamente Guttuso fonde l’incisività della china e la delicatezza dell’acquerello. La china tratteggia l’insieme mediante segni irregolari e immediati. L’acquerello invece si attesta su gradazioni morbide. E poi la sciarpa. Non è un semplice accessorio d’abbigliamento, ma un elemento cardine della composizione. Avvolge il collo con ampie curve, incornicia i tratti del volto e guida lo sguardo dell’osservatore verso l’espressione intensa e assorta della donna.

Renato Guttuso. Anima mediterranea
Museo Storico della Fanteria dell’Esercito Italiano, Roma
Dal 17 ottobre 2026 al 28 febbraio 2027
Curatori: Vittorio Sgarbi e Marina Giordano