24 Ottobre 2026 11:29

A Milano Tornabuoni riapre e raddoppia, con Lucio Fontana

Lucio Fontana, Concetto Spaziale. Attese (1968, 81.2 x 65 cm) © Fondazione Lucio Fontana, Milano

Spazio espositivo raddoppiato e una mostra dedicata a Lucio Fontana, “Che splendida giornata…”, curata da Luca Massimo Barbero.  Ecco la nuova Tornabuoni Art di Milano, che riapre il 10 novembre 

Tornabuoni Art riapre la propria galleria di Milano (via Fatebenefratelli 36) il prossimo 10 novembre, ampliata e completamente rinnovata, con la mostra “Lucio Fontana. “Che splendida giornata…”, curata da Luca Massimo Barbero, con trenta opere dell’artista.

Una scelta strategica deliberata e un rinnovato segno di fiducia verso Milano con Fontana, l’artista che più di ogni altro ha contribuito a rendere Tornabuoni Art una delle principali gallerie internazionali per l’arte contemporanea e il cui lavoro resta profondamente legato alla storia della galleria e, anche, della stessa città.

«Nei primi anni Duemila, la risposta alla globalizzazione del mercato dell’arte fu l’apertura di nuove sedi nel mondo. Oggi privilegiamo un modello diverso: le gallerie progettano mostre e iniziative, anche all’estero, a partire dai propri spazi, che diventano veri centri di produzione culturale capaci di andare ben oltre le loro mura. È per questo che abbiamo scelto di investire a Milano e di ricominciare, come sempre nella nostra storia, con Lucio Fontana», affermano Ursula e Michele Casamonti.

Non si tratta di una retrospettiva convenzionale. Accanto ai principali cicli pittorici di Fontana, la mostra propone una riflessione originale sul retro delle sue tele, che l’artista considerava parte integrante del proprio lavoro. La complessità e la ricchezza della ricerca di Fontana saranno restituite attraverso un allestimento di forte impatto incentrato su un Concetto spaziale, Attesa del 1968, sul cui retro Fontana scrisse a mano «Che splendida giornata dopo tanta burrasca», la frase che ha ispirato il titolo della mostra.

I visitatori potranno inoltre osservare il lato nascosto delle opere e scoprire una dimensione più intima della pratica di Fontana: l’abitudine dell’artista di annotare frasi, pensieri e impressioni sul loro retro. Queste iscrizioni conferiscono una nota privata e quotidiana a opere diventate icone del Novecento, trasformandole nelle pagine di un vero e proprio diario. Tra i momenti chiave della mostra figura anche Concetto spaziale, Le Jour del 1962, una delle più grandi tele dorate realizzate da Fontana. Creata davanti alle telecamere della televisione belga, l’opera sarà esposta insieme al film girato in quell’occasione, l’unico documento filmato conosciuto in cui Fontana perfora la tela. L’accostamento collegherà direttamente l’opera al gesto che l’ha prodotta, rendendo visibile la dimensione fisica e performativa della ricerca dell’artista. La mostra si chiuderà con Concetto spaziale, La fine di Dio del 1963, della serie delle grandi tele ovali, installata in una sala oscurata che invita i visitatori a entrare, con l’immaginazione, nello spazio cosmico che attraversa tutta la ricerca di Fontana.