Il ritorno dello Jedi direttamente da Art Basel. Cronaca di poveri amanti, dell’arte
Ci sono ricascato, mannaggia! Mi ero ripromesso di non ritornaci più, dopo tanti anni di militante presenza, ad Art Basel. Ed avevo ragione, que reste t’il de nos amours? que reste t’il de tout cela… Vero, tutto perfetto, tutti gli ingranaggi giusti, orologio svizzero… Gallerie stellari, stands perfetti, eleganti. Pubblico chic e competente.
E allora che c’hai da ridire? C’è che è un obitorio, senza vita. L’unica traccia grafica di esistenza in vita è il battito del $. Tutto il resto è un optional. Una gigantesca messa in scena di cui si può solo essere spettatori, happy few a parte, ma che sostanzialmente non mi appartiene più.
E poi, hai visto lo stand di “Gogojan” -si pronuncia così, con le labbra strette- e quello di Perrotin? E che dire di Unlimited? Mio Dio, è come una biennale, amazing!














