
Stranieri Ovunque – Foreigners Everywhere. Oggi queer domani là, io vado e vivo così…
Puntuale come il Festival di Sanremo arriva la Biennale, la sessantesima, decarbonizzata in ossequio all’ESG (Environement Social Governance) e in

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Le dimissioni della commissione di Documenta 16. Non è mai troppo tardi… Vero, non è mai troppo tardi… Le ricadute

Il colto e mite Alessandro Giuli, intellò riferibile alla vituperata destra, secondo le misteriose regole dello spoils system catapultato alla

È tempo di ricorrenze, sono cinquant’anni che Pablo è morto. Disegnarne il profilo, al re della matita e del pennello,

La mia indifendibile pigrizia, il caldo torrido e la scivolosità del tema mi avevano indotto a non dire la mia

Dunque, anche per questa – dal 20 aprile al 24 novembre 2024 – curata da Adriano Pedrosa, il buongiorno si vede già dal mattino: Stranieri Ovunque, Foreigners Everywhere, titolo mutuato da, nientepopodimenoché, una serie di lavori del collettivo Claire Fontaine! I più incazzosi neo-marxisti su piazza, direttamente catapultati attraverso un varco spazio-temporale dagli anni ‘70 ad oggi. Puro vintage!

Francesco Bonami su Il Foglio di sabato 3 giugno ci narra da par suo che Sotheby’s ha acquistato la vecchia sede del Whitney Museum, quella progettata da Marcel Breuer per intenderci, desacralizzandone la funzione e riducendola, per quanto nobile, a semplice negozio

Il sole splende su Parigi e ci regala giornate bellissime che rendono la città ancora piu seducente che mai. Il mondo cade a pezzi e qui, nonostante l’eco di scioperi durissimi e di assenza di benzina, la Ville Lumière non si spegne e una folla di ricchi, ricchissimi e internazionali, soprattutto paperoni ‘mericani, si è riversata nella capitale per Paris+ Art Basel, pronta ad aprire i fornitissimi wallets.

È iniziato un fitto calendario di incontri che si svolgeranno per tutta Italia (settembre 2022 – aprile 2023) per commemorare e riflettere sulla figura del grande critico-curatore. Queste giornate di studio si intitolano “Germano Celant. Cronistoria di un critico militante”. Per l’occasione ho pensato di recuperare il “coccodrillo” che scrissi in occasione della sua tragica scomparsa.

Le impressioni al vetriolo del nostro Lucien de Rubempré sulla 59^ edizione della Biennale di Venezia