22 Ottobre 2026 06:10

Pierangelo Sapegno

Ho cominciato facendo qualche sceneggiatura di modesto successo, prima di essere assunto da una televisione privata, Rta, come cronista. Da lì sono passato a La Stampa. In pratica ci ho fatto una vita in questo giornale, ma se dovessi scegliere gli anni più belli da ricordare non avrei dubbi: quelli di Bologna quando ero solo un pischello che cercava il suo spazio. È che amo Bologna come si ama una mamma (lo cantava Guccini che Bologna è come una madre) e la sua gente come se fossero tutti miei fratelli. Ho succhiato il lavoro da Bologna, ho imparato ad aprirmi alla gente e ho appreso l’arte dell’ironia, sempre da Bologna. Poi il mio mestiere mi ha portato dappertutto, a Torino a Milano e anche in giro per il mondo. Ho visto qualche guerra, ho scritto qualche libro, ma la cronaca è la cosa che mi è rimasta più dentro. Racconta la vita che non è né bella nè brutta. Può essere terribile lo so. Ma è la nostra storia, quella di tutti i giorni, quella che guardi con i tuoi occhi. E che paghi con il tuo sangue. Bisogna conoscerla. Anche per andare da un’altra parte.

La Reggia di Caserta e il direttore che lavora troppo. Povera Italia…

Il bello dei sindacati è che non capiscono più dove vivono. O forse lo capiscono così bene che non sanno più come fare. Alla Reggia di Caserta, si sono messi tutti insieme, Cgil Cisl e Uil, per scrivere una lettera al ministro dei beni culturali, Dario Franceschini, per protestare contro il nuovo direttore, Mauro Felicori, perché lavora troppo e non s’è preso neppure la briga di avvisarli delle sue perniciose intenzioni.

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Facebook, il Censore. Quando i lacci culturali della società strangolano

Non chiedetevi se facebook può censurare un’opera d’arte. L’ha sempre fatto, e sta scritto nell’accordo che firmiamo al momento dell’iscrizione. Chi ha provato a postare il celebre quadro «L’origine del mondo» di Gustave Courbet è stato subito sospeso senza preavviso, come è capitato all’insegnante Frderic Durand Baissas, all’artista danese Frode Steinicke e al critico Vittorio Sgarbi.

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Sanremo 2016, la sagra della canzonetta con o senza botox?

La storica sagra della canzonetta nella città dei fiori, stupendo manifesto dell’Italia che resiste e della sua longevità, con o senza botox, sta battendo quest’anno tutti i record di ascolto. La verità è che quello di Sanremo non è più il festival della canzione italiana, ma lo spettacolo tv dell’anno…

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Incassi a catinelle per il nazionalpopolare Checco Zalone

Checco Zalone deriva da un’espressione in dialetto di Bari, «Che cozzalone», con la o naturalmente chiusa, che significa che tamarro. E da adolescente, ci svela Wikipedia, Luca Pasquale Medici, 38 anni, in arte – appunto – Checco Zalone, stava tutti i pomeriggi tappato in casa con i videogiochi. Come inizio sembra perfetto per raccontare la più banale storia di self made man italian style. Ma se l’ultimo suo film, Quo Vado, sta sbancando il botteghino – 7 milioni al debutto e 22,2 al primo week end: record storici da brividi – c’è chi se ne fa una ragione e chi no.

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