16 Settembre 2026 10:03

Redazione

Herb Ritts Versace Dress Back View, El Mirage 1990

Herb Ritts. Uno scarto nella fotografia

«C’è un elemento nell’immagine che produce “uno scarto nella fotografia”. Può anche essere soltanto il tema. Qualcosa che, senza essere un artificio, ti ci faccia ripensare o ti spinga a riguardarla. Voglio che queste foto reggano ancora fra cinquant’anni».
Herb Ritts

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Vivian Maier. La ruota della vita

«Dobbiamo lasciare spazio a coloro che verranno dopo di noi. È una ruota – si sale e si arriva fino alla fine, poi qualcuno prende il tuo posto e qualcun altro ancora il posto di chi lo ha preceduto e così via. Non c’è niente di nuovo sotto il sole».
Vivian Maier

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Piero Manzoni

Piero Manzoni: «Lasciare libera la superficie»

«Io non riesco a capire i pittori che, pur dicendosi interessati ai problemi moderni, si pongono
a tutt’oggi di fronte al quadro come se questi fosse una superficie da riempire di colori e di
forme, secondo un gusto più o meno apprezzabile, più o meno orecchiato.
Perché invece non vuotare questo recipiente? Perché non lasciare libera questa superficie?».
Piero Manzoni

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Gianni Berengo Gardin, Mostri a Venezia, 2013, courtesy of Fondazione Forma, Milano

Grandi navi a Venezia, terrore e fascino

«Scagli la prima pietra chi non ha trovato affascinante, anche proprio perché terrificante, lo spettacolo dell’ingresso e del lento transito nel bacino di San Marco dei condomini-naviganti delle moderne navi da crociera, con l’estraneità minacciosa, la loro presenza, quasi extraterrestre, nel salto di scala oltre che nelle forme nei confronti dell’area centrale della città di Venezia e della nobile presenza della sua storia. Poi, subito, al di là di ogni danno, interviene il terrore che il minimo incidente possa trasformarsi in un disastro, senza riparazione, in una perdita definitiva di un bene culturale collettivo insostituibile».
Vittorio Gregotti

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Parole di colore, rosa, 2011; Parole di colore, grigio verso l'azzurro, 2011, Colour impasto on panel, cm 240x220x4 each

Spalletti. Il colore attraverso la polvere

«Quando l’impasto è ancora fresco, ci metto il colore, e il colore viene assorbito, e quindi lo spessore diventa tutto colorato. Però il colore non è reale. Il colore viene restituito attraverso la quantità di bianco che ho messo nell’impasto. Quindi il rosso viene rosa, il bianco resta bianco, il nero viene grigio, anche il verde cade di tono. Dopo, quando l’impasto è asciutto, ci vado su con la carta abrasiva. Mi interessa moltissimo questo rapporto tattile con la superficie. La superficie non è sol più colore, ma è una cosa di polvere… questo colore che non esiste, che però viene fuori attraverso la polvere. Infatti, se tocchi il quadro, ti restano delle impronte sulla mano».
Ettore Spalletti

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