28 Ottobre 2026 03:02

aforismi, pensieri, poesie

I pensieri dei grandi maestri sulla vita e sull’arte

Michelangelo Pistoletto Biennale '66, 1962-1966 velina dipinta su acciaio inox lucidato a specchio, cm 230 x 480 Collezione Ileana Sonnabend, New York Foto: Paolo Bressano

Pistoletto e la dimensione del tempo

“L’uomo dipinto veniva avanti come vivo nello spazio vivo dell’ambiente, ma il vero protagonista era il rapporto d’istantaneità che si creava tra lo spettatore, il suo riflesso e la figura dipinta, in un movimento sempre presente che concentrava in sé il passato e il futuro tanto da far dubitare della loro esistenza: era la dimensione del tempo”.
Michelangelo Pistoletto, pubblicato nel catalogo della mostra a Genova alla Galleria La Bertesca nel 1966

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Salvatore-Scarpitta

Scarpitta. Il senso architettonico della tela

“Sono ritornato in America portando i quadri, però frutto di un lavoro italiano […] erano le prime tele a rilievo che vedevano qui, perché non esisteva come fatto. Poi, magari, dopo un anno o due, sono venuti i quadri a rilievo, però geometrizzati. Ma la tela a rilievo era forse la cosa, riempiendo lo spazio già da un muro, che ha dato, secondo me, al minimal la sua partenza, perché invadeva lo spazio non più in un senso pittorico, ma in un senso, direi quasi, architettonico”.
Salvatore Scarpitta

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fausto-melotti

Fausto Melotti e il rinnovamento della scultura

“Gli aspetti innovativi portati al linguaggio della scultura e adottati da Melotti non sono derivati da un aggiornamento del linguaggio tradizionale della scultura, ma dall’applicazione delle idee derivate da altri linguaggi a qualcosa che, grazie a lui, noi oggi chiamiamo scultura”
(Marco Meneguzzo, Sul disegno, p. 21).

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Lucio Fontana (1899-1968) Concetto Spaziale, Attese

Lucio Fontana e lo spazio

“Lo spazio non è più un’astrazione, ma è diventato una dimensione nella quale l’uomo può addirittura vivere, violandola con i Jet, con gli Sputnik, con le astronavi”.
Lucio Fontana

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Sfera con sfera, 1982-1983, bronzo, ø 200 cm. Dublino, Trinity College, University of Dublin, Berkeley Library

La sculture “tarlate” di Pomodoro

“Osservando le sculture sento che esse mi danno tutto l’amore e l’affetto ma anche una voglia di distruzione, e le vedo come tarlate e corrose: e mi viene quindi l’idea di inserire tutti i miei segni all’interno dei solidi della geometria, dentro l’immagine astratta di Brancusi…”
Arnaldo Pomodoro in conversazione con Francesco Leonetti, L’arte lunga, Milano 1992, p. 58

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Non abbiamo sufficiente fantasia per seguire Lucio Fontana

“E’ difficile parlare di Lucio Fontana, che non si sa bene se sia più scultore o più pittore, che ha una genialità senza limiti, che è forse un grande artista, ma che rimane, malgrado l’età matura, una meravigliosa promessa. Forse la colpa è nostra, che non abbiamo sufficiente fantasia per seguirlo”

(L. Venturi, Biennale di Venezia. La sconfitta degli anziani, in L’Espresso, Roma 22 giugno 1958)

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Leoncillo

Leoncillo. Le parole nel silenzio della notte

“Io voglio dire semplicemente certe cose mie. Come gli ubriachi che, di notte, ti vogliono dire i loro fatti. Come chi è innamorato e racconta anche ciò che non dovrebbe. Come chi ha avuto un grande dolore, una gran perdita, che di notte, al buio, nel letto, ripete ancora certe parole a voce alta e poi le parole fuori di lui, nel silenzio della notte diventano ormai un’altra cosa”

Leoncillo

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Mimmo Rotella e il linguaggio inedito dell’arte

“…fare l’arte che a me piaceva: libera, euforica, piena di ironia, né volgare né popolare, di liberare la cultura di quegli anni rivoluzionandone gli impianti e le strutture, mirando a un linguaggio inedito…”
Mimmo Rotella, in “Colloquio con Rotella”, di Giuseppe Appella, Roma 1984

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