
Il testamento di Marina Abramović
«In caso di mia morte, desidero che si svolga la seguente cerimonia commemorativa: Tre bare. La prima con il mio
I pensieri dei grandi maestri sulla vita e sull’arte

«In caso di mia morte, desidero che si svolga la seguente cerimonia commemorativa: Tre bare. La prima con il mio

«Scagli la prima pietra chi non ha trovato affascinante, anche proprio perché terrificante, lo spettacolo dell’ingresso e del lento transito nel bacino di San Marco dei condomini-naviganti delle moderne navi da crociera, con l’estraneità minacciosa, la loro presenza, quasi extraterrestre, nel salto di scala oltre che nelle forme nei confronti dell’area centrale della città di Venezia e della nobile presenza della sua storia. Poi, subito, al di là di ogni danno, interviene il terrore che il minimo incidente possa trasformarsi in un disastro, senza riparazione, in una perdita definitiva di un bene culturale collettivo insostituibile».
Vittorio Gregotti

«Quando l’impasto è ancora fresco, ci metto il colore, e il colore viene assorbito, e quindi lo spessore diventa tutto colorato. Però il colore non è reale. Il colore viene restituito attraverso la quantità di bianco che ho messo nell’impasto. Quindi il rosso viene rosa, il bianco resta bianco, il nero viene grigio, anche il verde cade di tono. Dopo, quando l’impasto è asciutto, ci vado su con la carta abrasiva. Mi interessa moltissimo questo rapporto tattile con la superficie. La superficie non è sol più colore, ma è una cosa di polvere… questo colore che non esiste, che però viene fuori attraverso la polvere. Infatti, se tocchi il quadro, ti restano delle impronte sulla mano».
Ettore Spalletti

«Un fotografo come me è forse sostanzialmente un raccoglitore compulsivo e ossessivo».
Ferdinando Scianna

«Cosa se ne fa uno delle regole? niente che valga la pena».
Berthe Morisot

«Cento anni dopo Cézanne, chiunque è in grado di scomporre ciò che vede fin nei suoi atomi, per così dire (o pixel, se volete), e poi di ricomporlo».
Wim Wenders

«Ciò che noi vediamo credo sia creazione, invenzione dell’artista, qualora egli sia capace di far cadere quei diaframmi, cioè quelle immagini convenzionali che si frappongono fra lui e le cose»
Giorgio Morandi

«Il mio desiderio è di puntare ad un’immagine sempre più scarna […], che delega molto alla persona che guarda, in modo che possa trovare uno spazio per sé. Affinché ciò avvenga credo sia necessario pulire la fotografia da elementi che in qualche modo tendono a chiuderla».
Antonio Biasiucci

«Non credo che sia mai esistito un uomo che abbia trattato una donna come un suo pari e questo è tutto ciò che avrei chiesto – io so di valere tanto quanto loro».
Berthe Morisot

«Non pensare di fare arte, falla e basta. Lascia che siano gli altri a decidere se è buona o cattiva, se gli piace o gli faccia schifo. Intanto mentre gli altri sono lì a decidere tu fai ancora più arte».
Andy Warhol