05 Novembre 2026 04:37

approfondimenti

Approfondimenti sul mondo della critica dell’arte

Beckmann. Figuras del exilio

L’esilio come condizione esistenziale. Il sensuale e poetico erotismo di Max Beckmann a Madrid

Il Museo Nacional Thyssen-Bornemisza di Madrid, unico museo spagnolo a possedere opere di Max Beckmann, ospita la prima retrospettiva in terra iberica. Una cinquantina di pitture, due sculture e una cartella di litografie, con importanti prestiti dall’Europa e dagli Stati Uniti. Max Beckmann. Figure in esilio sarà aperta al pubblico fino al 27 gennaio 2019. Madrid. Poco noto nell’Europa meridionale, Max Beckmann (1884-1950) è stato invece uno dei maestri dell’Espressionismo del Novecento, con una personalità artistica che si impone sia a livello visivo sia a livello concettuale, come ben spiega la mostra curata da Tomàs Llorens. Emotivamente intensa pur non essendo una retrospettiva completa (mancano, ad esempio, approfondimenti sulla formazione dell’artista), ma capace di penetrare nell’essenza e nel significato dell’opera di Beckmann. La scelta delle opere, e l’attenzione dei visitatori, è indirizzata su un tema in particolare: l’esilio, materiale o psicologico che fosse, e che l’artista visse in prima persona quando lasciò la Germania sul finire degli anni Trenta.

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Petrit Halilaj

Petrit Halilaj inedito alla Fondazione Merz di Torino. Il potere dell’arte nella memoria collettiva di un paese

Torino. Il potere dell’arte nella memoria collettiva di un paese. È su questo concetto che si basa il progetto di Petrit Halilaj (Kostërrc, Skenderaj-Kosovo 1986) nella sua inedita personale, Shkrepëtima, alla Fondazione Merz dal 29 ottobre 2018 al 3 febbraio 2019. Il percorso dell’artista, curato da Leonardo Bigazzi, si articola in tre diverse tappe. Una performance tra le rovine della Casa della Cultura di Runik (Kosovo). Una mostra al Zentrum Paul Klee di Berna. Ed infine l’esposizione torinese che ricontestualizza all’interno dello spazio espositivo le scenografie, i costumi e gli oggetti di scena della performance di Runik.

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Romanticismo

Dalle sensualità di Hayez alle pastosità del Piccio. Il Romanticismo in mostra a Milano. IMMAGINI

Romanticismo. Duecento opere in due sedi milanesi. Gallerie d’Italia e il Museo Poldi Pezzoli aprono le porte alla prima mostra dedicata al contributo italiano al movimento che ha cambiato nel corso della prima metà dell’Ottocento la sensibilità e l’immaginario del mondo occidentale. Da domani (26 ottobre 2018) al 17 marzo 2019. Le opere in mostra si inseriranno nel confronto col dibattito culturale svoltosi tra l’Inghilterra, la Francia e i paesi del Nord, soprattutto la Germania e l’Impero austriaco, negli anni che vanno dal Congresso di Vienna alle rivoluzioni che nel 1848 sconvolsero il vecchio continente. La rassegna accenderà inoltre i riflettori sui fermenti preromantici e le ultime manifestazioni di una cultura che, almeno nel nostro paese, avrà termine con la realizzazione dell’Unità d’Italia e l’affermazione del Realismo, che del Romanticismo rappresenta l’antitesi.

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