
Per un’antropologia della performance. Esperienze al Macro Asilo di Roma
L’antropologo Andrea Staid dialoga con l’artista Arianna Ferreri sulla valenza intima, sociale e politica della performance al Macro Asilo di Roma
“Oggi la critica è l’arte di cui abbiamo più bisogno”. William Gaddis

L’antropologo Andrea Staid dialoga con l’artista Arianna Ferreri sulla valenza intima, sociale e politica della performance al Macro Asilo di Roma

ad un primo sguardo non riusciamo cogliere il complesso dei dettagli, definiti e suggeriti, che Leonardo Da Vinci lega a questa figura senza nome. Allora siamo costretti a concentrarci per individuare i tratti che come una pulsione intermittente svelano e nascondono la Scapigliata.

C’è stato un tempo in cui il Carnevale a Venezia era altro che travestimenti cheap e turisti alla rinfusa. Un tempo in cui la tradizione carnevalesca della Serenissima conosceva la sua stagione più alta, tra feste infinite nei salotti bene e bagordi per le calli.

Il capolavoro di Eco Il nome della rosa diventa una serie tv, con John Turturro che sarà Guglielmo da Baskerville e Rupert Everett Bernardo Gui

Venticinque candeline per Mercanteinfiera, con tanto di consacrazione filatelica con un Annullo ad hoc realizzato per l’anniversario.

L’artista dopo tre anni -il primo volume Caravaggio: La tavolozza e la spada uscì infatti nel 2015- torna a narrare una delle vite più coinvolgenti e scandalose della storia dell’arte.

Quando Condé Nast riconobbe il suo potenziale fascino da copertina patinata e decise di lanciarla su Vogue aveva solo 19 anni. In breve tempo il suo volto divenne una presenza costante sulle riviste femminili e la giovane donna, originaria di Poughkeepsie,

Futuristi e astrattisti a confronto. Due mostre a Roma fino ad aprile 2019. Da qualche tempo – da diversi anni, in verità – si avverte nell’aria una gran voglia di Futurismo: un fiorire di convegni, di libri, di mostre, di articoli giornalistici, di spettacoli. E non è passata inosservata la ricorrenza di febbraio: centodieci anni dalla pubblicazione dello storico dirompente Manifesto. La giovane Galleria romana Futurism&Co dedica una mostra a Fortunato Depero (1892-1960) e all’astrattista newyorkese Peter Halley (classe 1953) tra i fautori del movimento Neo-Geo sorto nella seconda metà degli anni ‘80. Un accostamento audace già proposto dai curatori a Torino qualche anno fa. Vero è che il futurista trentino allievo di Balla e anima pop ante litteram, trascorse un paio d’anni a New York (dal ’28 al ’30) dove realizzò alcune mostre e continuò a occuparsi di grafica pubblicitaria ideando manifesti e copertine.

Nuovi affreschi emergono dagli scavi della Regio V di Pompei: decoravano il bancone di un Thermopolium, l’antenato del nostro fast food!

Ma quali calciatori, ora l’album più ambito sarà quello dedicato ai grandi capolavori dell’arte! “Tutti i bambini sono degli artisti