Il contributo delle donne alla pittura moderna europea è stato cospicuo per qualità e quantità. Al Belvedere di Vienna, una mostra organica di studio sulla nascita, la formazione e la portata estetica e concettuale del gruppo delle pittrici viennesi fra l’inizio del Novecento e la Seconda Guerra Mondiale. Prima mostra di un ciclo che avrà la sua prossima fase dedicata agli anni Cinquanta e Sessanta. Fino al 19 maggio 2019. Nella sua dirompente, spregiudicata e spesso drammatica modernità, il Novecento è stato il secolo che più di tutti ha sconvolta la società; cambiamenti radicali che si sono verificati anche in chiave sociale, uno su tutti l’emancipazione femminile che almeno in Europa mosse i primi passi agli inizi del secolo, sulla scia del movimento inglese delle Suffragette. Non si potrebbe comprendere il Sessantotto femminista senza inquadrarlo in una prospettiva storica che ha avuto anche nell’arte episodi importanti per il rafforzamento della coscienza di genere. Stadt der Frauen (La città delle donne), curata da Sabine Fellner, si inserisce all’interno di un vasto percorso museale europeo di riscoperta della pittura femminile del Novecento, che ha visto retrospettive dedicate a Lotte Laserstein, Paula Rego, Mary Swanzy, Gabriele Münter.