
Imprevedibile, essere pronti per il futuro senza sapere come sarà. Tra arte e scienza, a Bologna
Cosa accadrà nel futuro? Domanda antichissima e attualissima perché da sempre l’uomo cerca di prevedere il domani, ma il futuro non si lascia decifrare.
Recensioni nella critica dell’arte

Cosa accadrà nel futuro? Domanda antichissima e attualissima perché da sempre l’uomo cerca di prevedere il domani, ma il futuro non si lascia decifrare.

Duecento opere del Museum of Modern Art di New York, in mostra alla Fondation Louis Vuitton: dagli Impressionisti al Dadaismo, dai Cubisti alla Pop Art e all’Informale, oltre un secolo di storia dell’arte che definisce il concetto di modernità nel corso dei vari decenni. Fino al 5 marzo 2018

Una figura maschile dipinta a mezzo busto in toni scuri, terrosi si volta verso la mia sinistra. Il suo occhio destro è aperto, vigile. Quello sinistro, al contrario, è vuoto. Guarda verso un mondo altro, quello dell’anima.

Johann Joachim Winckelmann (1717-1768) é universalmente considerato il padre fondatore della moderna archeologia. La sua storia – perfino la sua

Lui è Andreas Gursky, il fotografo tedesco – classe 1955 – considerato uno degli artisti più innovativi e interessanti della scena internazionale. La Gagosian di Roma presenta per la prima volta in Italia, una selezione dei suoi lavori dalla serie Bangkok (2011)

All’HangarBicocca di Milano, le opere si possono toccare, calpestare, prendere in mano e portare a casa, modificare, scarabocchiare e persino mangiare: sostanzialmente tutto ciò che di norma è vietato fare in un museo. Take Me (I’m Yours), un imperativo che è un invito a scardinare tutte le regole, in un ambiente che si rigenera e che muta costantemente, in cui l’artista è anche (e soprattutto) lo spettatore.

Orozco, Rivera, Siqueiros, i tre massimi esponenti dell’arte messicana moderna, esposti a Bologna nella “riedizione” della mostra sospesa all’indomani del golpe cileno del 1973. Per la prima volta in Italia le opere della collezione Carrillo Gil, che raccontano un Messico bello e difficile

Palazzo Altemps a Roma festeggia il ventennale dell’apertura con le “citazioni pratiche” di Fornasetti. Le creazioni dell’atelier irrompono nel museo

Fino al 25 febbraio 2018 a Palazzo Magnani si fondono, con un incontro singolare ed equilibrato, due straordinari maestri lontani nel tempo e nello spazio ma elegantemente affini nelle rispettive intuizioni creative. In una grande esposizione sinestetica, unica nel suo genere, l’elevazione spirituale guida il visitatore in un viaggio melodico

Jannis Kounellis amava l’arte della parola. Raccontava, affabulava, sostava su un pensiero già espresso per meglio cesellarlo, con quell’accento un po’esotico che sapeva di terre lontane. Era greco del Pireo – classe 1936 – e Roma fu la sua città d’adozione.