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Sotterranei di Piazza Navona: lo Stadio di Domiziano

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Ricostruzione dello Stadio di Domiziano
Ricostruzione dello Stadio di Domiziano
(Foto: viviromacapitale.files.wordpress.com)

Visitare la città di Roma vuol dire certamente Colosseo, Fori, Musei Vaticani, Fontana di Trevi e moltissime incantevoli piazze, veri e propri salotti cittadini.

Ma lo sapevate che proprio sotto i nostri piedi è possibile visitare una Roma Sotterranea che offre luoghi di straordinaria bellezza? Eh sì perché Roma è la Città Eterna non per niente, esiste da sempre!

E quindi ecco che in molti punti della città i luoghi da visitare raddoppiano! Un esempio per tutti? Piazza Navona. Capolavoro assoluto del Barocco romano, deve la sua straordinaria bellezza al genio artistico di due importantissimi artisti, Gian Lorenzo Bernini e Francesco Borromini, chiamati in servizio ovviamente da un papa, Innocenzo X Pamphilj.

Il primo per la realizzazione di ben due delle tre fontane che oggi si trovano nella piazza, la defilata Fontana del Moro, proprio davanti al palazzo che fu della famiglia Pamphilj (oggi sede dell’Ambasciata del Brasile) e il capolavoro assoluto, la Fontana dei Quattro Fiumi; il secondo invece si occupò del rifacimento e della sistemazione dalla “modesta” chiesa di famiglia, la Basilica di Sant’Agnese in Agone.

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Fontana dei Quattro Fiumi (particolare)

Ma avete mai fatto caso alla forma particolare della piazza e al suo curioso nome? Non è rotonda né rettangolare, ma ellittica. Come mai? Perché ricalca esattamente l’antico Stadio fatto edificare in città dall’imperatore Domiziano nell’86 d.C. come luogo destinato alla celebrazione del Certamen Capitolino Iovi, una serie di gare musicali e ginniche da disputare alla maniera delle olimpiadi greche. Fu questo il primo e unico esempio di stadio in muratura costruito nell’Urbe destinato ad ospitare le gare di atletica tra cui la corsa, la lotta, il pugilato e il pancrazio (una lotta in cui quasi ogni colpo era ammesso) e il pentathlon, la più importante delle gare che prevedeva lo svolgimento di varie prove: lancio del disco e del giavellotto, salto in lungo, gara di lotte e la corsa. Tutti questi giochi che si svolgevano all’interno dello Stadio si chiamavano agones: il nome della piazza dunque durante il corso dei secoli da “agone” divenne “in agone”, “navone” e quindi Navona.

Resti dei muri dello Stadio di Domiziano
Resti dei muri dello Stadio di Domiziano
(foto: www.didatour.it)

Oggi è possibile visitare ciò che resta di questo antico monumento scendendo nei sotterranei di piazza Navona. L’area fu scoperta nel 1936 durante i lavori di edificazione del palazzo che oggi lo sovrasta e i resti vennero fin da subito conservati, a differenza di quanto è accaduto al di sotto delle edificazioni limitrofe: molte delle cantine dei palazzi che si affacciano sulla piazza sono ricavate proprio all’interno dei muri del nostro Stadio. Nel museo sarà possibile ammirare vani, pavimentazioni, scale e uno degli archi di ingresso allo Stadio: il tutto oggi si trova quasi a 4 metri di profondità. E che emozione passeggiare tra gli ambienti che quasi 2.000 anni or sono hanno visto gareggiare tra loro alcuni degli atleti migliori del loro tempo, davanti alla figura imponente dell’imperatore.

Domiziano volle edificare a Roma, capitale del regno, un luogo in cui i romani potessero praticare l’atletica, sport per eccellenza dell’antica Grecia e che lui stesso amava follemente. Dovette però affrontare una grande sfida. I Romani non era particolarmente attratti da gruppi di uomini che gareggiavano completamente nudi in prove ginniche alternate a recitazione di poesie e canti! Amavano molto di più la violenza, la forza, la brutalità e il sangue che certamente i gladiatori e le corse con le bighe trainate dai cavalli potevano offrire. Anche i grandi intellettuali del tempo erano assai avversi a queste pratiche che troppo seguivano la “moda greca”. Tacito scriveva preoccupato che le “raffinatezze” (così chiamava le gare olimpiche) potevano minare gli antichi valori romani e si chiedeva cosa potesse mancare ai giovani se non mostrarsi nudi e gareggiare in quelle prove, invece che pensare al servizio militare. Cicerone sosteneva che lo scandalo più grande per gli atleti fosse esattamente spogliare il proprio corpo di fronte ai cittadini! Ma Domiziano riuscì comunque ad attirare molte persone durante le gare: lo Stadio infatti poteva contenere fino a 30.000 spettatori! Una marea di persone veramente! Ma prima di uscire e tornare in superficie, un’ultima curiosità. Il termine “stadio” deriva dalla parola greca stadion, l’unità di misura equivalente a 600 piedi (180 metri circa), lunghezza esatta della pista su cui si svolgevano le competizioni sportive! Niente male, vero?

(Foto: stadiodomiziano.com)
(Foto: stadiodomiziano.com)

Approfondimento a cura di L’Asino d’Oro Associazione Culturale, che organizza visite guidate e passeggiate per andare alla scoperta di Roma con archeologi e guide turistiche abilitate della Provincia.

 

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