
“Figura distesa in tre pezzi”, 1963
Henry Moore @CleliaPatella #Terme di Diocleziano
Alle Terme di Diocleziano, a vent’anni dalla sua ultima grande mostra italiana, ritorna Henry Moore. L’allestimento negli spazi scenografici delle Grandi Aule delle Terme rappresenta una sorta di “ritorno a casa” dell’artista, che col nostro paese ha sempre avuto un rapporto intenso, sin dal 1948 – quando vinse il premio per la scultura alla Biennale di Venezia, che diede inizio al suo grande successo internazionale, rendendolo lo scultore più influente e celebrato della sua epoca.

“Donna seduta: collo sottile”, 1961
Henry Moore @CleliaPatella #Terme di Diocleziano
Ma la location è ideale anche per il dialogo delle sculture di Moore – in particolare le figure distese – con l’ambiente architettonico e le antiche opere romane. Grazie ad importanti prestiti di musei italiani e alla ricca collezione della – che assieme alla Sovrintendenza Archeologica di Roma promuove l’esposizione – la rassegna presenta l’intero percorso creativo dello scultore inglese.

“Figura distesa in due pezzi”, 1968
Henry Moore @CleliaPatella #Terme di Diocleziano