
Untitled Anthropometry, (ANT 84) 1960
Dry pigment and synthetic resin on paper mounted on canvas
1550 x 3590 mm
© Yves Klein, ADAGP, Paris / DACS, London, 2016
Brevettò un’inconfondibile tonalità di blu oltremare. Adoperò corpi nudi e bruciatori industriali a gas al posto dei pennelli. Nel 1958, inaugurò una mostra alla Galerie Iris Clert di Parigi, dove non espose altro se non il vuoto di una stanza completamente bianca. Al genio versatile e visionario di Yves Klein, rende omaggio la Tate Liverpool, con un’esposizione che ripercorre la breve carriera dell’artista francese scomparso per un attacco di cuore nel 1962, all’età di 34 anni.

Yves Klein, The Dream of Fire c.1961
Harry Shunk and Shunk-Kender photographs
Artistic action by Yves Klein © Yves Klein, ADAGP, Paris / DACS, London, 2016. Collaboration Harry Shunk and János Kender. Photograph: Shunk-Kender © J. Paul Getty Trust. Getty Research Institute, Los Angeles (2014.R.20)
La mostra si sviluppa attraverso una quarantina di opere, mai esposte prima in Gran Bretagna: dalle Antropometrie – realizzate impiegando modelle nude ricoperte di pittura blu come stampi viventi per le sue tele – ai noti monocromi dipinti con l’IKB, l’International Klein Blue, passando per le sculture in spugna e i Fire Paintings. La sua pratica artistica non conosceva limiti di tecniche e discipline e questa mostra alla Tate Liverpool ce lo ricorda. Klein non solo si muoveva con naturalezza tra pittura e scultura, ma anticipò, spesso e volentieri, modalità performative e concettuali che presero effettivamente piede solo diversi anni dopo.

Untitled blue monochrome, (IKB 79) 1959
Paint on canvas on plywood
1397 x 1197 x 32 mm
© Yves Klein, ADAGP, Paris and DACS, London 2016
Il percorso espositivo è arricchito da una serie di fotografie che ritraggono l’artista durante alcune azioni artistiche. Leap into the Void, ad esempio, è un famoso scatto del 1960 in cui Klein è colto nel mezzo di un balzo nel vuoto, dal muro di un edificio parigino. Si tratta, ovviamente, di un fotomontaggio, della combinazione di scatti diversipresi dai fotografi Harry Shunk e János Kender, con la complicità di alcuni amici dell’artista, che furono incaricati di reggere un telone di sicurezza nella strada sottostante e che furono poi eliminati in post-produzione.

Yves Klein’s “Leap Into the Void,” Fontenay-aux Roses, France, 1960 October 23 1960
Harry Shunk and Shunk-Kender photographs
Artistic action by Yves Klein © Yves Klein, ADAGP, Paris and DACS, London 2016.
Collaboration Harry Shunk and János Kender © J. Paul Getty Trust. Getty Research Institute, Los Angeles (2014.R.20)
Tra ironia e misticismo, Yves Klein inseguiva l’infinito, l’assoluto, lo spirituale. Lo cercò nello spazio vuoto di una galleria, nel colore intenso e vibrante che ha il mare nelle sue profondità, nella libertà di considerare opera d’arte ciò che è immateriale e intangibile.
La mostra resterà aperta sino al 5 marzo 2017.

Untitled Anthropometry, (ANT 52) 1960
Dry pigment and synthetic resin on paper mounted on canvas
1595 x 785 mm
© Yves Klein, ADAGP, Paris / DACS, London, 2016

Untitled Fire painting, (F 101) 1961
Burned paper mounted on cardboard
625 x 520 mm
© Yves Klein, ADAGP, Paris / DACS, London, 2016. Photo © Museum moderner Kunst Stiftung Ludwig Wien

Untitled pink Sponge-Sculpture, (SE 207) 1959
Dry pigment and synthetic resin, natural sponge, stone
450 x 280 mm
© Yves Klein, ADAGP, Paris / DACS, London, 2016

Untitled Pink Sponge-relief, (RE 44) c.1960
Dry pigment and synthetic resin, pebbles, natural sponges on panel
650 x 320 mm
© Yves Klein, ADAGP, Paris / DACS, London, 2016. Carré d’Art-Musée d’art contemporain de Nîmes. Photo David Huguenin
INFORMAZIONI UTILI
Yves Klein
sino al 5 marzo 2017
Tate Liverpool
Albert Dock, Liverpool Waterfront, Liverpool, L3 4BB
http://www.tate.org.uk/visit/tate-liverpool