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La ‘Vecchia Milano’ di Mosè Bianchi raddoppia le stime a 100 mila€ da Pandolfini

Mosè Bianchi (Monza 1840 - 1904) VECCHIA MILANO olio su cartone, cm 53,5x77 firmato in basso a destra STIMA € 50.000 / 70.000
Mosè Bianchi
(Monza 1840 – 1904)
VECCHIA MILANO
olio su cartone, cm 53,5×77
firmato in basso a destra
STIMA € 50.000 / 70.000

Anche in questa edizione 2018, la quinta, l’asta “Capolavori Italiani” è stata un successo da Pandolfini.

La vendita, che si è svolta il 31 ottobre a Firenze, comprendeva  14 lotti super selezionati.  Tra questi si segnala  il risultato, di assoluto rilievo, registrato delE grande dipinto di Mosè Bianchi “VECCHIA MILANO”, un dipinto di grande respiro caratterizzato da una pennellata vibrante e una gamma coloristica intensa, che ha chiuso un’appassionante e combattuta gara tra la sala e i telefoni a 100.000 euro raddoppiando la stima
(lotto 14).
Sono stati ibattuti 369.000 euro  per  RAGAZZO CHE SOFFIA SU UN TIZZONE ARDENTE eseguita intorno al 1615, dal maestro olandese Gerrit van Honthorst. L’opera, venduta da Pandolfini ed eseguita in periodo giovanile, è sicuramente una delle più antiche a giustificare il soprannome di Gherardo delle Notti con cui l’artista fu noto in Italia (lotto 4).

Di rilievo internazionale il risultato della monumentale COPPIA DI TORCERE, realizzate a Londra nel 1830 circa, dopo una combattutissima competizione sono state aggiudicate a un collezionista straniero collegato telefonicamente per la cifra di 69.000 euro, ossia più del doppio della stima. Imponenti nei loro due metri e mezzo di altezza, questi due straordinari oggetti d’arte di bronzo dorato, vantano una provenienza aristocratica (lotto 9).

Grande interesse, e non solo in Italia, hanno suscitato i tre lotti proposti dal dipartimento delle Arti Decorative del XX secolo e Design, interesse che li ha portati a realizzare ottime performance. Il primato spetta alla CONSOLE con piano in ardesia nera che poggia su un panno svolazzante sorretto da quattro figure di piccoli putti in legno scolpito e dorato, progettata da Osvaldo Borsani e Lucio Fontana nel 1950, che è entrata in una nuova collezione per 94.000 euro (lotto 10). Gli altri due lotti sono una COPPIA DI ANGOLIERE e un TAVOLINO DA CAFFÈ progettati da Gio Ponti nel 1932, per Villa Vittoria a Firenze quando fu acquistata dai conti Alessandro e Vittoria Contini Bonacossi. Due gare vivaci hanno portato i due arredi a passare di mano, ed essere riuniti, rispettivamente per 113.000 e 53.000 euro (lotti 11 e 12).

Ottimo segnale per il mercato dell’antiquariato vero e proprio sono gli 80.000 euro con cui è entrata in una nuova collezione la bella e importante COPPIA DI CASSETTONI realizzata nei territori dello Stato Pontificio a metà del XVIII secolo. Arredi non comuni per l’eleganza della forma e la maestria dell’esecuzione, sono stati oggetto di una serie di rilanci tra diversi collezionisti collegati telefonicamente (lotto 8).

Segnaliamo ancora il bel successo dell’ASSORTIMENTO DI PIATTI DAL SERVIZIO DELLE VEDUTE DEL REGNO, DETTO DELL’OCA, eseguito tra il 1793 e il 1795 nella REAL FABBRICA FERDINANDEA che da una stima di 10.000 euro è entrato in una nuova collezione per 23.000 euro (lotto 2).

Non poteva mancare una maiolica rinascimentale, settore nel quale da molti anni Pandolfini riveste un ruolo di primaria importanza e riferimento. Era una COPPA creata nella Bottega di Guido Durantino nel 1542 che al piede reca il monogramma “AM, F.S.”, decorata in policromia con la scena di San Girolamo che toglie la spina dal piede del leone che è passata di mano per 50.000 euro (lotto 3).

La giornata del 31 ottobre si è conclusa con la vendita OPERE DI ECCEZIONALE INTERESSE STORICO ARTISTICO, nata lo scorso anno nel solco di quello spirito di innovazione che contraddistingue la strategia di Pandolfini. L’asta dei Capolavori nel corso delle edizioni passate ha visto sancire il suo successo da diversi record mondiali e italiani, questa vendita, riservata ai “beni notificati” già, nella prima edizione ha segnato ottime percentuali e importanti vendite a Istituzioni e Musei, dalle Gallerie degli Uffizi al MiBAC.

Come lo scorso anno, anche per questa edizione, il collezionismo più colto e lungimirante ha colto il significato di questo format che mira, oltre a salvaguardare il nostro patrimonio artistico, a consentire anche al “privato” di godere del possesso di “un pezzo da Museo”.
Nel catalogo di quest’anno spicca il consistente successo della bellissima tempera su tavola del pittore bolognese Francesco Francia che raffigura una MADONNA CON BAMBINO in piedi su un parapetto, uno schema compositivo
utilizzato più volte con successo dal maestro anche con varianti e aggiunte di personaggi come nella Sacra Famiglia di Budapest, che è entrata in una nuova collezione dopo una vivace disputa che si è chiusa a 194.000 euro, il doppio della stima (lotto 1).
Restando in ambito pittorico ricordiamo anche i 13.000 euro raggiunti da RITRATTO DI VECCHIO del veronese Marcantonio Bassetti, un olio su carta applicata su tela di straordinaria forza realistica, realizzato stendendo pennellate pastose sopra macchie di colore intrise di luce. L’opera che è lo studio preparatorio per una delle figure della Pala dei cinque vescovi della Chiesa veronese di Santo Stefano (lotto 3).
Come per l’asta dei Capolavori anche questa ha evidenziato l’interesse del mercato e dei collezionisti per l’antiquariato con la “A” maiuscola, arredi di grandissimo gusto e perizia tecnica; esempio più che calzante è l’aggiudicazione per 113.000 euro della straordinaria CULLA realizzata a Roma nel 1700 circa. Un arredo che per la ricchezza e complessità dell’opera scultorea si può definire di “impianto berniniano” è intagliate e scolpita a tuttotondo in legno dorato e parzialmente laccato (lotto 4).
Nello stesso segno è l’esito ottenuto da un arredo pressoché unico, la monumentale CONA D’ALTARE in legno intagliato e dorato di Manifattura Veneta realizzata nei primi anni del XVII secolo, che è passata di mano per 38.000 euro avendo più che raddoppiato la stima di partenza (lotto 6).

Pietro De Bernardi, A.D. di Pandolfini Casa d’Aste ha commentato a caldo: «Le due vendite del 31 ottobre hanno confermato il successo e la eco internazionale che già le avevano contraddistinte nelle edizioni precedenti decretandole di fatto come gli appuntamenti italiani di respiro internazionale più importanti»

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