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“K”: l’incompiutezza come spiraglio per un lieto fine. Kippenberger e l’Amerika di Kafka, alla Fondazione Prada

Courtesy of Fondazione Prada, Orson Welles The Trial, 1962
The Happy End of Franz Kafka’s “Amerika”, 1994, Podium

Mostre da vedere quando tutto sarà finito

“K” presenta la celebre opera di Martin Kippenberger The Happy End of Franz Kafka’s “Amerika” in dialogo con l’iconico film di Orson Welles The Trial e l’album di musica elettronica The Castle dei Tangerine Dream. Concepita da Udo Kittelmann come una trilogia, la mostra rimanda ai tre romanzi incompiuti di Franz Kafka (1883-1924) Amerika (America), Der Prozess (Il processo) e Das Schloss (Il castello) pubblicati postumi tra il 1925 e il 1927. La natura incompleta di questi libri consente letture multiple e aperte e il loro adattamento in un progetto espositivo, che esplora i soggetti e le atmosfere dei romanzi attraverso allusioni e interpretazioni soggettive. Alla Fondazione Prada, Milano, dal 21 febbraio al 27 luglio 2020

Un grande tappeto verde a righe perimetrali bianche accoglie il visitatore che voglia addentrarsi nello spazio al piano terra di Fondazione Prada. Le luci al neon del basso soffitto illuminano il campo da calcio, metafora dell’utopia immaginaria del mondo del lavoro, trasposizione dell’immagine letteraria dei colloqui collettivi inventata da Kafka. I meccanismi economici e psicologici derivanti dalla moderna società industriale e le conseguenze da essi prodotte sono messi a nudo dall’imponente installazione di Martin Kippenberger (1953-1997).

Tangerine Dream, Franz Kafka the Castle, 2013, Cisterna

“Lasciate ogne speranza voi ch’intrate” potrebbe essere l’incipit di questa mostra che racconta l’infrangersi, tassello per tassello, della utopica visione del mondo del lavoro di Karl Rossman, protagonista di America (1911-14), l’incompiuto romanzo giovanile di Franz Kafka (1883-1924). Successo professionale, empatia e senso di giustizia si scontrano con un mondo dominato da una concorrenza e uno sfruttamento disumanizzanti e la rappresentazione ideale degli Stati Uniti come terra dell’opportunità e terra della libertà resta solo un’amara utopia.

Eppure forse una speranza c’è: la condizione di incompletezza del libro lascia aperta la possibilità, insolita per i racconti di Kafka, di un “lieto fine”.

Così Kippenberger immagina l’arrivo di un circo in città, pronto a reclutare lavoratori dinamici, volenterosi, sicuri di sé. Come un abile direttore artistico, prova a dare un lieto fine alla storia (il titolo è infatti The Happy End of Franz Kafka’s “Amerika”) proponendo davanti al tendone da circo un set di tavoli e sedie pronti ad ospitare dei colloqui di lavoro.

Agli spettatori non resta che immaginare cosa i personaggi possano dirsi.

Courtesy of Fondazione Prada, Orson Welles, The Trial, 1962, Cinema

Questo è solo uno dei tre progetti in mostra nella sede espositiva milanese, concepita dal curatore Udo Kittelmann (Dusseldorf, 1958) come una trilogia. “K” rimanda ai tre romanzi incompiuti di Franz Kafka Amerika (America), Der Prozess (Il processo) e Das Schloss (Il castello) e pone in dialogo l’installazione di design di Kippenberger con l’iconico film di Orson Welles The Trial e l’album di musica elettronica The Castle dei Tangerine Dream.

Informazioni utili:

Fondazione Prada, Milano

dal 21 febbraio al 27 luglio 2020

http://www.fondazioneprada.org/project/k/

 

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