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Di nuovo Banksy. Ecco la sua (pazza) idea sulla statua abbattuta a Bristol

Bankcy, disegno sulla statua di Colsten Bozzetto di Banksy pubblicato sul suo account instagram
Bankcy, disegno sulla statua di Colsten
Bozzetto di Banksy pubblicato sul suo account instagram

Dopo l’opera in onore di George Floyd pubblicata sul suo account Instagram, Banksy torna a parlare dei Black Lives Matter. Precisamente, della statua di Colston abbattuta nella sua Bristol. E lo fa con un post, sempre su Instagram

A dir la verità chi segue Banksy si aspettava da un momento all’altro che esprimesse la sua opinione su quanto accaduto pochi giorni fa a Bristol, sua città d’origine (e, tra l’altro, unico elemento certo che conosciamo della sua biografia). E il british humor dello street artist non si è fatto attendere.

Facciamo un passo indietro: perché quella statua?

Per chi non ha seguito la vicenda, il 7 giugno a Bristol (UK), nel corso di una manifestazione dei Black Lives Matter, alcuni manifestanti hanno abbattuto e gettato nel vuoto la statua Edward Colston, che nel XVII secolo fece fortuna con il traffico di schiavi dall’Africa occidentale.

Si stima che ne abbia fatti arrivare in America più di 80.000, tra i quali anche bambini. La statua era stata eretta nel 1895 in ricordo delle numerose donazioni che Colston aveva effettuato alla sua comunità dopo aver abbandonato lo sfruttamento di esseri umani.

In realtà, da tempo alcuni abitanti di Bristol avevano raccolto firme per far rimuovere la statua che reputavano offensiva, ma le loro proteste non erano mai state ascoltate.

Il dibattito interno sulla statua abbattuta di Colston 

C’è chi ha condannato l’accaduto, ma lo stesso sindaco di Bristol Marvin Rees (di origini giamaicane) ha affermato alla Bbc che pur non potendo perdonare quanto accaduto, non prova alcun senso di perdita per quella statua:

“Non potrei mai fingere che la statua di uno schiavista nel cuore di Bristol, la città in cui sono cresciuto, una persona che potrebbe essere stato il proprietario di uno dei miei avi, non sia un affronto personale per me”.

Con tutte le differenze del caso, domenica scorsa anche il memoriale di Winston Churchill a Westminster è stato imbrattato da alcuni manifestanti con la scritta “era un razzista”. Gesto invece stigmatizzato dal  primo ministro Boris Johnson, secondo il quale “le manifestazioni contro il razzismo sono state sovvertite dai criminali”.

L’opinione di Roberto Saviano

Sulla questione era intervenuto anche Roberto Saviano che riguardo l’ambigua figura di Colston e in generale sulla vicenda, aveva scritto un lungo post su Facebook del quale pubblichiamo un estratto:

In fondo è da sempre che funziona così: ci si pulisce dalla merda dei profitti criminali finanziando musei, editori, teatri, è storia antica quanto il denaro. O semplicemente chi fa fortuna prova a redistribuire per aver consenso, un pezzo del proprio patrimonio. A volte però – come in questo caso – difficile coprire il guadagno tratto dal sangue delle persone con collegi e ospedali. Quante statue anche di magnifico valore artistico dovremmo abbattere perchè simboli di sofferenza e dolore? Di quante strade dovremmo cassare il nome perché intitolate a generali assassini o lestofanti? Moltissime. Spesso l’interesse storico di un edificio o di una statua è sufficiente per far perdere il valore simbolico intrinseco lasciando solo il valore di testimonianza e studio. Nessuno abbatterebbe il Colosseo pur sapendo che nella sua arena si uccidevano persone per divertimento. Nel caso della statua di Colston credo sia stato invece un gesto possibile e politicamente forte, era una statuaccia del 1895 ed era insopportabile trovare omaggiato con il bronzo un mercante d’esseri umani.

Opera di Banksy su George Floyd rappresentato come un'ombra nera
Particolare dell’opera di Banksy dedicata a George Floyd apparsa sul suo account instagram

Altre opere danneggiate durante le manifestazioni. 

Il dibattito meriterebbe ampia riflessione che non può trovare spazio in una news che riguarda lo street artist di Bristol. Tuttavia, per dovere di cronaca, occorre precisare che altri atti vandalici sono stati registrati in altre piazze interessate dalle manifestazioni di protesta dei Black Lives Matter.

Anche in Italia, precisamente a Firenze, girano le foto del vetro di un’edicola votiva imbrattata dal tag di alcuni manifestanti, anche se la notizia deve essere ancora confermata da fonti certe.

La soluzione definitiva di Banksy

Ora però torniamo all’irriverenza del nostro Banksy. Che ha pubblicato un post con la sua personale soluzione al problema della demolizione della statua di Colston. E a tutte le polemiche che ne sono seguite.

Un’idea, spiega “che si rivolge sia a chi sente la mancanza della statua di Colston sia a chi non la sente“. Precisamente un ironico bozzetto con la soluzione del problema in grado di accontentare tutti.

Cosa dovremmo farci di un piedistallo vuoto?”  si chiede Banksy. La soluzione? Rimettere al suo posto la statua di Colston, con tanto di cappio al collo. Aggiungendo altrettante statue di bronzo a grandezza naturale dei manifestanti che l’hanno tirata giù. Così tutti saranno felici. “Una giornata straordinaria da commemorare“.

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