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Maxxi L’Aquila. Ecco come sarà il futuro museo a Palazzo Ardinghelli

Il restauro della Sala della Voliera di Palazzo Ardinghelli (ph Andrea Jemolo) Il restauro della Sala della Voliera di Palazzo Ardinghelli (ph Andrea Jemolo)
Il restauro della Sala della Voliera di Palazzo Ardinghelli (ph Andrea Jemolo)
Il restauro della Sala della Voliera di Palazzo Ardinghelli (ph Andrea Jemolo)

La storica dimora barocca della famiglia Ardinghelli è stata restaurata grazie a un’importante donazione della Federazione Russa. Inaugurazione il 20 ottobre

È il simbolo di una doppia rinascita, dalle ferite del terremoto e dal tempo sospeso dell’emergenza coronavirus”. Questi i primi commenti di Giovanna Melandri, Presidente della Fondazione Maxxi, alla presentazione del restauro del settecentesco Palazzo Ardinghelli, dove il prossimo 30 ottobre si inaugurerà la nuova sede del museo Maxxi L’Aquila. Uno straordinario palazzo restituito alla collettività, un pezzo di storia della città che torna a vivere e a interagire con il territorio. Un gioiello del barocco aquilano che rinasce dopo un attento restauro e diventa polo della creatività contemporanea.

E un esempio ammirevole di collaborazione internazionale e interistituzionale. Visto che il restauro, durato 8 anni e curato dai tecnici del MiBACT sul territorio, è stato realizzato grazie a un’importante donazione della Federazione Russa. Storica dimora della famiglia di origine toscana Ardinghelli, il Palazzo è considerato uno dei massimi esempi del barocco aquilano; situato in pieno centro storico, in piazza Santa Maria Paganica, edificato tra il 1732 e il 1743 su progetto dall’architetto romano Francesco Fontana, dopo il grande terremoto che nel 1703 distrusse la città.

 

La corte interna di Palazzo Ardinghelli restaurata (ph Andrea Jemolo)
La corte interna di Palazzo Ardinghelli restaurata (ph Andrea Jemolo)

Nella corsa alla solidarietà internazionale verso la città colpita dal disastroso terremoto del 2009, il Governo della Federazione Russa ha subito individuato due beni monumentali da adottare per garantirne il restauro. Ovvero la Chiesa di San Gregorio Magno, nella frazione di San Gregorio e, nel cuore dell’Aquila, proprio Palazzo Ardinghelli. Cui ha destinato un generoso contributo di 7,2 milioni di Euro.

La corte interna che attraversa l’edificio, collegando piazza Santa Maria Paganica e via Garibaldi, renderà il museo uno spazio urbano pubblico aperto alla città. Creando un filo ideale con la piazza del Maxxi a Roma, disegnata da Zaha Hadid, che unisce due aree del quartiere Flaminio.

Il progetto espositivo è pensato per valorizzare fin da subito l’architettura del Palazzo appena restaurato. In relazione con le committenze realizzate appositamente da cinque importanti artisti italiani individuati dal Ministero nel 2015: Elisabetta Benassi, Daniela De Lorenzo, Alberto Garutti, Nunzio e il maestro Ettore Spalletti, recentemente scomparso, cui è dedicato uno degli spazi più suggestivi. A queste opere si aggiunge il progetto di Anastasia Potemkina, giovane artista russa, prodotto in collaborazione con la V-A-C Foundation di Mosca.

 

La facciata di Palazzo Ardinghelli restaurata (ph Andrea Jemolo)
La facciata di Palazzo Ardinghelli restaurata (ph Andrea Jemolo)

Un’attenzione speciale è data alla fotografia, con la committenza affidata a Paolo Pellegrin e dedicata alla città dell’Aquila. E quella affidata a Stefano Cerio, dedicata al territorio abruzzese. Questo denso percorso sarà integrato e rafforzato da una selezione di opere provenienti dalle collezioni di arte, architettura e fotografia del Maxxi. Con lavori di autori come Monica Bonvicini, Maurizio Cattelan, Enzo Cucchi, Bruna Esposito, Giulio Paolini, Piero Manzoni, Maurizio Nannucci, Liliana Moro, Sou Fujimoto, Superstudio, Giovanni Michelucci, Bernard Khoury, Yona Friedman, Guido Guidi, Giovanni Chiaramonte, Olivo Barbieri, Allora & Calzadilla.

www.maxxilaquila.art

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