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Madonna Chiara Ferragni. Polemiche (e un esposto) per il dipinto pubblicato da Vanity Fair

Chiara Ferragni raffigurata come una Madonna col bamino Immagine da Vanity Fair - Fonte https://images.vanityfair.it/wp-content/uploads/2020/09/22172701/ferragni-L-950x684.jpg
Chiara Ferragni raffigurata come una Madonna col bamino
Immagine da Vanity Fair – Fonte https://images.vanityfair.it/wp-content/uploads/2020/09/22172701/ferragni-L-950×684.jpg

Il Codacons denuncia Chiara Ferragni per blasfemia e offesa al sentimento religioso dopo che è stata diffusa una immagine in cui appare raffigurata come una moderna Madonna con bambino dipinta da Giovanni Battista Salvi detto il Sassoferrato

Dopo le polemiche scatenate sulla sua visita agli Uffizi di Firenze e a Palazzo Barberini di Roma (in realtà si è recata anche in altri musei ed aree archeologiche ma deve essere sfuggito agli urlatori del web), le vie di Chiara Ferragni e dell’arte si incrociano nuovamente generando scintille.

La denuncia del Codacons 

Questa volta non basta l’indignazione del mondo web o dei puristi del mondo della cultura. A scomodarsi è addirittura il Codacons, con tanto di esposto legale.

La nota associazione per la tutela degli utenti e dei consumatori, infatti, ha denunciato Chiara Ferragni per blasfemia e offesa al sentimento religioso. In seguito alla diffusione di un’immagine in cui appare raffigurata come una moderna Madonna con bambino. Nella fattispecie quella dipinta da Giovanni Battista Salvi detto il Sassoferrato.

Di seguito una parte della nota diffusa dal Codacons:

“Presentiamo un esposto alla Procura della Repubblica e al Ministro dei beni culturali Dario Franceschini affinché intervengano su quella che non è una provocazione, ma una grave mancanza di rispetto per i cristiani, per l’intero mondo religioso e per l’arte in genere – spiega il Codacons –. L’immagine che raffigura la Ferragni nei panni di una moderna Madonna con bambino dipinta da Giovanni Battista Salvi detto il Sassoferrato sfrutta la figura della Madonna e la religione a scopo commerciale, essendo noto come la Ferragni sia una vera e propria “macchina da soldi” finalizzata a vendere prodotti, sponsorizzare marchi commerciali e indurre i suoi follower all’acquisto di questo o quel bene”.

Il Codacons ha inviato l’esposto anche a Papa Francesco, affinchè si pronunci contro quella che considerano una inutile provocazione.

Il progetto speciale di Vanity Fair dedicato alle donne italiane

In realtà l’immagine in questione rientrava in un discorso molto più ampio che incontra il nuovo progetto editoriale di Vanity Fair. Sempre più impegnata a far dialogare diversi linguaggi e ad approfondire i grandi temi del vivere contemporaneo, ben oltre l’aspetto glamour del lifestyle. È accaduto con la copertina dedicata a Willy con lo splendido murale di Ozmo, mentre il numero speciale diretto questa volta da Francesco Vezzoli – il poliedrico artista bresciano che da anni si contende il primato della celebrità tricolore su scala mondiale con Cattelan – è dedicato alle donne italiane.

Presentato in un’esposizione organizzata nella sede di Sotheby’s a Milano, il numero speciale diretto da Vezzoli rappresenta una sorta di mostra mediatica. Che porta l’arte nelle pagine patinate del giornale glamour d’eccellenza “per creare dibattito, conoscenza ed emancipazione e dare nuovi significati e nuove traiettorie all’informazione cartacea“, così come specificato dalla presentazione dello stesso magazine.

Insomma, l’intento è ben più profondo di una mera provocazione. E va ad affrontare tre temi d’indagine attraverso il linguaggio dell’arte: il femminismo, l’antifemminismo e la questione di genere. Il tutto con contributi di alto livello artistico e interventi di critica d’autore. Ad esempio, il primo tema è affrontato dall’artista Paola Mattioli, mentre quello di genere dallo stesso Vezzoli.

Protagoniste assolute del numero speciale diretto da Vezzoli in edicola da 23 settembre sono dunque le donne italiane. Che come spiega il magazine sono “esempi di una cultura progressista che cerca il dialogo e che si oppone allo schema patriarcale per estirpare gli stereotipi di genere“.

A ciascuna di queste donne, Vezzoli ha dedicato una nuova opera d’arte realizzata in esclusiva per Vanity Fair. Tra queste, appunto,  Chiara Ferragni come la Madonna del Sassoferrato. Ma anche Barbara D’Urso come la contessa du Barry, Luciana Lamorgese – Giovanna D’Arco ed Emma Bonino – Mahatma Gandhi.

L’intervista a Chiara Ferragni: un ritratto tutt’altro che banale

Insomma, questi ritratti iperbolici andrebbero contestualizzati in un concept ben più ampio di una mera provocazione. Del resto, leggendo l’intervista a Chiara Ferragni a cura di Simone Marchetti, vengono affrontati temi tutt’altro che superficiali, che poco hanno a che fare con le migliaia di scarpe nell’armadio della nota influencer. Si parla di valori, della necessità di curare i rapporti con le persone cui teniamo contro il culto della personalità imperante. Della perfezione che non esiste, nemmeno per lei che sembra impersonarla 24 ore al giorno. Di quanto non occorra aver paura della paura perché affrontarla genera una nuova consapevolezza. Come quella che nasce dal mettere al mondo un figlio, “una costante interrogazione con te stessa, con le tue paure, con la vita“. Argomenti che possono sembrare scontati per persone ben strutturate nel proprio percorso di vita. Ma che potrebbero invece essere importanti per i tanti ragazzi e ragazze che la seguono. In questo contesto va incasellato quel ritratto, che invece sembra aver disturbato i tanti che hanno commentato negativamente l’influencer sotto il post Facebook che presentava l’intervista e di cui si è fatto portavoce il Codacons.

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