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Fotografia di moda. A Parigi, l’opera di Man Ray sotto una nuova luce

Man Ray, Les larmes, 1932

Forse non tutti sanno che l’iconica fotografia Les larmes (1932) nacque come pubblicità di un mascara che invitava le donne a “piangere al cinema, piangere a teatro e ridere fino alle lacrime”. Al Musée du Luxembourg Man Ray et la mode getta luce sulla figura dell’artista statunitense da una prospettiva inesplorata: quella di fotografo di moda, al servizio di stilisti e magazines dell’epoca. Fino al 17 gennaio 2021.

Tra i grandi protagonisti della scena artistica parigina a cavallo tra le due guerre, in Francia Man Ray, nato Emmanuel Radnitzky (Filadelfia, 1890 – Parigi 1976) è stato oggetto di una grande retrospettiva al Grand Palais nel 1998. Più recentemente, nel 2008, la Pinacoteca di Parigi gli ha dedicato una mostra, L’Atelier Man Ray. Eppure, l’opera di questo artista, noto protagonista del dadaismo a New York e del surrealismo a Parigi, non era finora mai stata esplorata da una distinta prospettiva: quella della moda.

Man Ray fece di tutto per dissimulare quella che considerava come un’attività minore, come professionista delle immagini al servizio di stilisti e magazines dell’epoca. Stampava con parsimonia le sue fotografie di moda, limitandosi alle immagini necessarie alle pubblicazioni. Inoltre, a quell’epoca, le riviste erano proprietarie delle stampe, ma anche dei negativi: ecco perché la mostra Man Ray et la mode, in scena al Musée du Luxembourg fino al 17 gennaio 2021, è un’occasione più unica che rara per scoprire la produzione fotografica dell’artista in relazione al mondo del costume. Organizzata dalla Réunion des musées nationaux – Grand Palais e la Ville de Marseille, a curarla è Xavier Rey, mentre a firmare la parte scientifica sono Alain Sayag, conservatore al Musée national d’Art moderne e Catherine Örmen, conservatrice e storica della moda.

Man Ray, Noire et Blanche, 1926

Man Ray arriva a Parigi nel 1921, su consiglio di Marcel Duchamp, che lo introduce al milieu dell’avant-garde. Così l’artista inizia a fotografare dedicandosi al ritratto mondano, spostandosi presto verso la fotografia di moda. Il suo primo incontro in questo ambiente è con Paul Poiret, considerato il primo creatore di moda in senso moderno. Presto però i più importanti stilisti dell’epoca fanno appello al suo talento, da Madeleine Vionnet a Coco Chanel, da Augusta Bernard a Louise Boulanger fino a Elsa Schiaparelli.

In quegli anni, tuttavia, la fotografia di moda si attiene alla pura utilità, spesso adattandosi ai codici dell’illustrazione. Accade rapidamente che le riviste, e i giornali in generale, diventino sempre più il principale mezzo di diffusione delle nuove tendenze, dedicando sempre più spazio al mezzo fotografico. Ecco allora che Man Ray vede i suoi scatti pubblicati nelle riviste Vogue, Vanity Fair, Vu; ma è Harper’s Bazaar, nel corso degli anni ’30, a consacrarlo definitivamente alla celebrità.

Man Ray, Lee Miller, le visage peint, 1930

Le sue immagini oniriche, inserite all’interno di impaginazioni innovative, sconcertano e meravigliano il pubblico. Merito di composizioni insolite, inquadrature curiose, giochi di luci e ombre. E ancora, di colorazioni e “solarizzazioni”, inventate insieme alla fotografa e musa Lee Miller. Attraverso una sperimentazione continua, l’artista offre al settore una nuova visione del desiderio e del sogno, nobilitando la fotografia di moda.

In un percorso raccolto che si snoda attraverso quinte violette, la mostra al Musée du Luxembourg indaga il legame tra l’art pour l’art e le produzioni in funzione di una commissione: non bisogna dimenticare, ad esempio, che l’iconica fotografia Les larmes nasce in realtà come pubblicità di un mascara firmato Arlette Bernard. Oltre a una ricca selezione di stampe originali e grandi formati contemporanei, esposti sono anche alcuni modelli di haute couture, documenti cinematografici degli anni ’20 e ’30 e una serie di riviste utili a documentare il ruolo chiave della fotografia nella diffusione di una nuova estetica moderna.

Man Ray, Coco Chanel, 1930

Informazioni 

Fino al 17 gennaio 2021

Musée du Luxembourg, 19 rue de Vaugirard 75006 Paris

Tutti i giorni 10,30-19

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