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Jeff Koons brilla a Palazzo Strozzi: l’artista superstar arriva a Firenze

Jeff Koons, Rabbit, 1986, Collection Museum of Contemporary Art Chicago Photo by Nathan Keay, © MCA Chicago, © Jeff Koons
Jeff Koons, Rabbit, 1986, Collection Museum of Contemporary Art Chicago. Photo by Nathan Keay, © MCA Chicago, © Jeff Koons

Palazzo Strozzi annuncia Jeff Koons. Shine, la più grande esposizione mai realizzata in Italia sull’artista americano. La mostra sarà a Firenze dal 23 settembre 2021 al 23 gennaio 2022.

É uno degli artisti più celebri dei nostri tempi, l’autore contemporaneo più caro sul mercato, una superstar indiscussa dell’odierno sistema dell’arte. Chi è? É Jeff Koons. Dove di trova? A Palazzo Strozzi. L’istrionico alfiere della contemporaneità è l’ospite d’eccezione del programma espositivo della rinascimentale Firenze. Cortocircuito semantico che trova giustificazione non solo nell’importanza di Jeff Koons, alla prima grande esposizione in Italia, ma anche nell’intensa attività del museo che ha coinvolto negli ultimi anni artisti quali Marina Abramovich, Tomas Saraceno e Ai Weiwei.

Uno spirito moderno che dal 23 settembre 2021 al 23 gennaio 2022 che scintilla con la mostra Jeff Koons. Shine. L’interesse per l’evento è cresciuto ulteriormente a causa dell’emergenza sanitaria, che l’ha costretto al posticipo di un anno – e per cui un anno ancora dovremmo attendere.

Si prefigura un’occasione unica per penetrare nelle sculture lisce e trasparenti dell’artista, il cui significato sfugge spesso al pubblico che non ha ancora avuto modo di conoscerlo. In un’ottica più la mostra consacra, in modo definitivo, la figura di Koons anche in Italia. Curata da Arturo Galansino e Joachim Pissarro, questa porta a Firenze alcune tra le opere più celebri di questo grande maestro contemporaneo, che dalla fine degli anni Settanta a oggi si è imposto come una delle figure più importanti dell’arte globale.

Il suo maggior successo è stato riuscire a coniugare unire cultura alta e popolare, nutrendo l’immaginario collettivo con suggestioni disparate: dai colti riferimenti alla storia dell’arte alle citazioni del mondo della pubblicità e del consumismo. Tra queste l’intuizione più fortunata sono sicuramente le grandi sculture in metallo, che simulano giocattoli gonfiabili. Proprio nella loro scocca in metallo lucido si sublima la sua idea di lucentezza (shine), che secondo Jeff Koons è in grado di unire esteriorità ed essenza.

Attraverso un’ampia selezione tra i più celebri dipinti e sculture della sua carriera, la mostra indaga il concetto di shine tra splendore e bagliore, preziosità e banalità, essere e apparire. L’ambiguità – azionata dalla combinazione calibrata fra soggetto e materiale – è cifra stilistica dei lavori di Koons, scintillanti giochi dove l’illusione non si nasconde.

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