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Finarte: gli affreschi di Palazzo Torlonia in asta a Roma

Incanti d’Arte da Finarte: tra gli oltre 300 lotti per tutti i gusti e ogni budget spiccano gli affreschi di Palazzo Torlonia. Asta a Roma il 23 e 24 febbraio

Finarte ha inaugurato il nuovo anno con l’asta di Gioielli prêt-à-porter, che si è svolta a Milano il 9 febbraio in occasione di San Valentino. Ma nel mese di febbraio l’attenzione è rivolta anche a Roma con la vendita intitolata “Incanti d’Arte“, in calendario per martedì 23 e mercoledì 24, per un totale di oltre 330 lotti. Spicca un nucleo di affreschi di Palazzo Torlonia.

Si tratta di un’occasione perfetta per trovare quell’oggetto particolare che cercavate da tempo per arredare o decorare la vostra casa, che sia un’opera d’arte, un complemento d’arredo antico o un pezzo di design vintage – assicurano dalla Maison – Sarà un’asta per tutti i gusti ma anche per ogni budget”.

Gli affreschi di Palazzo Bolognetti – Torlonia

Tra gli oltre 330 lotti in asta, spicca una sezione particolare dedicata ad un significativo nucleo di affreschi provenienti da Palazzo Bolognetti-Torlonia ad opera, fra gli altri, di Bigioli, Coghetti e Consoni. Nell’Ottocento, il palazzo era uno dei luoghi più vivaci di Roma e furono numerosi i grandi artisti che ne decorarono le sale.

Lotto 1
FILIPPO BIGIOLI, Raffaello che presenta il bozzetto della Galatea ad Agostino Chigi, 1839
Stima € 5.000 – 8.000

Si trovava in Piazza Venezia, un luogo simbolo di Roma che ha cambiato aspetto per via della realizzazione del Vittoriano. L’ampliamento della piazza preesistente in vista di questa revisione urbanistica causò rimaneggiamenti o distruzioni di diversi palazzi storici. E il seicentesco Palazzo Bolognetti-Torlonia fu tra questi. Fu distrutto nel 1903.

Veduta di Giuseppe Vasi (1761) che rappresenta la Piazza Venezia dell’epoca. A sinistra si vede il Palazzo Bolognetti-Torlonia, mentre di fronte vi è il Palazzetto Venezia, ora spostato a lato della piazza.

Acquistato da Giovanni Raimondo Torlonia nel 1807 era divenuto, proprio sotto la nobile famiglia, uno dei luoghi più vivaci del bel mondo romano nonché scrigno di opere d’arte e decorazioni eseguite dai migliori nomi. Gioiello della corona nella collezione dei principi di origine francese, era l’Ercole e Lica di Canova, capolavoro dello scultore oggi custodito presso la Galleria Nazionale d’Arte Moderna di Roma. Esposta in una galleria al primo piano progettata dal Canova stesso, che predispose anche le illuminazioni più adatte, la scultura rappresentava un primo, eccezionale assaggio alla collezione.

Antonio Canova1795 – 1815
Ercole e Lica
Galleria Nazionale, Roma

Stendhal, in visita a Roma, nel suo Promenades dans Rome del 1829 scrisse:

I balli del Principe Torlonia in Roma sono superiori a quelli che dava Napoleone I. […] I quattro lati del cortile del suo palazzo sono occupati da magnifiche gallerie che comunicano con più saloni vastissimi nei quali si balla. I migliori pittori viventi, come Palagi, Camuccini, Landi, li hanno dipinti. […] Le feste dei Torlonia sono più belle di tutte quelle dei sovrani d’Europa.

Agli artisti citati da Stendhal ne vanno aggiunti tanti altri, tra cui Bartolomeo Pinelli, Bertel Thorvaldsen, Francesco Coghetti, Filippo Bigioli.  Le decorazioni da loro realizzate in parte, come detto, furono distrutte con il Palazzo e, qualora salvate dalle demolizioni, andarono disperse.

Lotto 12. Francesco Coghetti (Bergamo 1802 – Roma 1875). Mercurio trasporta Psiche sull’Olimpo. Affresco riportato su tela, senza cornice, centimetri 294,5 × 163. L’opera si trovava in origine nella stanza ottagona detta del Coghetti o di Psiche degli appartamenti di rappresentanza dei coniugi Torlonia al secondo piano del palazzo che affacciava su piazza Venezia. Stima 5000 8000 €

Il nucleo di affreschi staccati provenienti da Palazzo Bolognetti-Torlonia che Finarte offrirà all’interno dell’asta Incanti d’Arte il 23 febbraio è dunque un evento raro.

Questo nucleo, negli anni Venti del Novecento, entrò a far parte della collezione della Contessa Amalia Canonica (Torino 1864 – Roma 1943) ed è giunto, per successione ereditaria, fino agli attuali proprietari che hanno scelto di affidarlo per la vendita a Finarte.

Amalia Canonica  fu amica e fidata collaboratrice di Laetitia di Savoia Bonaparte, duchessa di Aosta. Gli affreschi staccati dalle pareti del Palazzo si affiancano così ad arredi e dipinti acquistati direttamente dalla contessa, come le opere di Paolo Gaidano, pittore che di donna Amalia condivideva le origini piemontesi. Gaidano realizzò per la contessa degli affreschi per il santuario del Sacro Cuore a Bussana, vicino Sanremo, di cui verranno presentati in asta alcuni cartoni

Lotto 38, Paolo Gaidano, Angelo con la Veronica; Angelo con grappolo d’uva; Angelo con la Croce; e Angelo con spighe. Stima € 500 – 1.000.

Le aste a inizio Novecento

Gli arredi andarono venduti in una prima asta della romana Galleria Sangiorgi nel 1901. Una seconda importante vendita, tenutasi nel 1902 in via Margutta 55, e poi una terza, avvenuta nell’anno successivo, furono organizzate dall’antiquario napoletano Francesco Tancredi che offrì all’asta gli affreschi della cosiddetta Alcova Torlonia (conservati oggi al Museo di Roma di Palazzo Braschi) ed altri dipinti ed arredi.

Per l’occasione Tancredi si avvalse dell’intervento del restauratore Pietro Cecconi Principi che trasportò gli affreschi su una garza sottile e su tela patta (in alcuni casi è ancora visibile sulla superficie pittorica traccia del velatino che è stato incollato sulla superficie durante l’operazione di strappo).

Sono state aggiunte, dove necessario, tele e cornici alle opere originarie trasformandole, così, da dipinti murali di sagome articolate, in quadri resi tutti rettangolari, più consoni e pratici per arredare le case della facoltosa e numerosa clientela alla ricerca di lotti Torlonia.

Alcuni affreschi in asta:

 

Lotto 2Scuola italiana secolo 19º. La geografia,  affresco riportato su tela senza cornice in origine di sagoma centinata, centimetri 120 × 245, stima 5000 8000 €
Lotto 3. Pietro Paoletti (Belluno 1801 1847). Teti affida il piccolo Achille al centauro Chirone. Affresco riportato su tela, senza cornice, centimetri 133 × 210. Stima 5000 – 8000 euro
Lotto 4. Scuola italiana secolo 19º. Cerere (?), affresco riportato su tela, senza cornice centimetri 74,5 × 66,4, in origine sagoma ottagonale. Stima 1500-2500 €
Lotto 6. Scuola italiana secolo 19º. La musa Erato. Affresco riportato su tela, applicata su tavola, senza cornice, in origine di sagoma ovoidale, stima 2000 – 3000 €
Lotto 9. Francesco Coghetti (Bergamo 1802 – Roma 1875). Nettuno (Allegoria dell’acqua) dentro tondo, affresco riportato su tela, senza cornice, centimetri 74 × 74 stima 1000 – 2000 euro

 

Altri lotti in asta:

Lotto 162
Kesi raffigurante draghi, onde e nuvole, Cina secolo XIX
Stima € 1.200 – 1.800
Lotto 274
Consolle in legno laccato e dorato, secolo XVIII
Stima € 800 – 1.200
Lotto 100
Louis Vuitton, Set di tre valigie in pelle logata
Stima € 1.200 – 1.800

Lotto 134
Kovos a cloisonné, Russia fine secolo XIX
Stima € 500 – 800
Lotto 172
Scatola in giada intagliata, Cina dinastia Qing, secolo XIX, Stima € 1.500 – 2.000

 

FINARTE
Piazza SS. Apostoli, 80 – Roma
Tel: 06 87765638

SFOGLIA I CATALOGHI:

Martedì 23 febbraio, ore 15
Incanti d’Arte / Opere da un’importante collezione privata romana
TORNATA I (lotti 1-158)

Mercoledì 24 febbraio, ore 15
Incanti d’Arte / Arte Orientale
TORNATA II (lotti 159-332)

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