Print Friendly and PDF

Oggettività e immaginazione, materialità e liricità. I disegni di ruby onyinyechi amanze alla Collezione Maramotti

© ruby onyinyechi amanze

La Collezione Maramotti inaugura la prima personale italiana di ruby onyinyechi amanze. Dal titolo HOW TO BE ENOUGH, la mostra espone quindici nuovi disegni realizzati dall’artista appositamente per la Pattern Room della Collezione. Essi si estendono in tutta altezza e larghezza sulla lunga parete centrale della sala, dando vita ad un “affresco su carta” contemporaneo.

La Collezione Maramotti, sin dal 2008, oltre alla collezione permanente, ospita una serie di mostre e progetti espositivi site specific, commissionati ad artisti e pensati espressamente per la Pattern Room. Quest’anno è il turno dell’artista ruby onyinyechi amanze, classe 1982. Originaria della Nigeria, cresciuta nel Regno Unito a Birmingham, si trasferisce negli Stati Uniti nel 1996, dove oggi vive, tra Philadelphia e New York. Da sempre il suo interesse è orientato all’idea di casa, o meglio, di molteplici case in molteplici paesi. Il movimento e il trasferimento sono esperienze che influiscono fortemente sull’identità delle persone. Come nel caso di ruby onyinyechi amanze, che infatti considera casa molti luoghi.

La combinazione di diversi media, linguaggi e suggestioni fantastiche, fa del lavoro di ruby onyinyechi amanze un’eccezione. Pur rispettando l’impostazione tradizionale del disegno – mantenuta nel tratto grafico a grafite -, raggiunge esiti originali e singolari, grazie all’utilizzo di tecniche diverse, dalla grafite agli acrilici, fino alle matite colorate, all’inchiostro, alla vernice. Ma soprattutto, l’arista lavora su una spessa carta cotone, che tratta non tanto come supporto, quanto piuttosto come elemento strutturale, tridimensionale, oggettuale. ruby onyinyechi amanze, nel dar vita ai suoi disegni, è fortemente influenzata dal mondo del tessile, le cui differenti pratiche sono trasposte nel disegno, trasformando la carta in tessuto, che in questo modo diventa oggetto di molteplici processi. L’artista considera la carta come qualcosa di vivo, di palpitante, come una pelle capace di assorbire ciò che vi si posa sopra. Non è tanto una superficie piatta su cui accade qualcosa, quanto piuttosto un materiale palpitante, in grado di assorbire e fissare ciò che vi viene raccontato.

ruby onyinyechi amanze, HOW TO BE ENOUGH, veduta di mostra / exhibition view Collezione Maramotti, 2021 Ph. Roberto Marossi

La sfida affrontata dall’artista per la mostra HOW TO BE ENOUGH è stata quella di costruire oggettivamente il disegno. ruby onyinyechi amanze lavora a questo progetto dal 2019, su invito della Collezione Maramotti, spronata ad assumersi il rischio di sperimentare, per la prima volta, il disegno su scala monumentale. Attraverso i suoi disegni, l’artista restituisce la qualità della materialità, dà un peso spaziale e tridimensionale a qualcosa come la carta, a cui principalmente attribuiamo un senso di leggerezza. Ognuno dei quindici pannelli ha un sottotitolo, il cui valore evocativo e poetico moltiplica i diversi livelli di lettura del suo lavoro, da uno più oggettivo a uno più lirico.

Diversi fattori entrano in gioco nella sua pratica, che in questo caso ha svolto con approccio meccanico, dovendo realizzare dei disegni su scala monumentale: l’architettura, lo spazio, la composizione, la narrazione. Il disegno è il mezzo attraverso il quale l’artista indaga i concetti di casa, di spostamento, di identità, di paesi e di culture. I suoi disegni, da quelli più piccoli sino ai lavori su larga scala, si compongono di elementi figurativi ricorrenti – quali le creature ibride di ada the Alien e audre the Leopard, i danzatori, gli elementi architettonici, le piscine e i tuffatori, le motociclette, gli uccelli – che costituiscono le unità lessicali di un discorso che non si considera narrativo. ruby onyinyechi amanze ha una visione ciclica e non sequenziale e rigida della lettura delle storie. Ciò comporta un continuo ritorno e una continua ricombinazione di quegli elementi figurativi sopra citati, in infinite combinazioni.

Un’altra importante componente del suo lavoro è l’acqua. Considerata come un’espansione dello spazio priva di confini e di limiti, data la sua fluidità, la sua variabilità. Si relaziona all’acqua come un corpo mutevole, soggetto a cambiamenti, allo stesso modo del corpo delle persone, che può variare e allo stesso tempo essere contenuto e fissato.

ruby onyinyechi amanze, HOW TO BE ENOUGH (2021), tecnica mista su carta / mixed media on paper 311 x 1780 cm, particolare/detail, Ph. Roberto Marossi

L’artista ha posizionato i diversi elementi come se stesse coreografando una danza (lei stessa è una danzatrice), studiandone con attenzione la posa, i gesti e la posizione. Per questa ragione l’artista gioca come in un puzzle, spostando le figure, le architetture, le motociclette più avanti o più indietro, a seconda della coreografia che vuole ottenere, trasformando il disegno in una vera e propria costruzione, in una progettazione. Anche l’allestimento è una parte fondamentale del processo di lavoro. Infatti, ognuno dei quindici pannelli di carta si trova a una diversa distanza rispetto alla parete, la quale non è trattata come una superficie piatta, bensì come qualcosa di mobile, costruita su più livelli.

La dimensione del gioco e dell’immaginazione sono costantemente indagate dall’artista, soprattutto in relazione al senso di libertà di cui esse si fanno portatrici. Trovandosi davanti al foglio bianco, fa sì che tutto ciò che di assurdo, fantastico o magico pensi, dia vita a un lavoro complesso ma che mantenga la leggerezza di quegli elementi e il loro stesso carattere di apertura.

Nell’universo chimerico senza nome, auto-immaginato da ruby onyinyechi amanze (che intenzionalmente non utilizza le lettere maiuscole per scrivere il suo nome), il pubblico può perdersi e scoprirsi parte integrate, fino al 25 luglio 2021.

ruby onyinyechi amanze, Ph. Sahar Coston-Hardy

Informazioni

Collezione Maramotti, Via Fratelli Cervi 66 (Reggio Emilia)
ruby onyinyechi amanze – HOW TO BE ENOUGH

21 febbraio – 25 luglio 2021
Visita con ingresso libero negli orari di apertura della collezione
permanente.
Giovedì e venerdì 14.30 – 18.30
Sabato e domenica 10.30 – 18.30
Chiuso: 25 aprile, 1° maggio

Commenta con Facebook